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Dario Saltari
Cosa deve fare l'Inter sul mercato
27 Jun 2023
27 Jun 2023
Una sessione di mercato che potrebbe stravolgere la squadra nerazzurra.
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Dario Saltari
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Con Dzeko già in Turchia, Lukaku tornato al Chelsea, Brozovic a un passo dall’Al-Nassr, Skriniar al PSG e Onana oggetto di un’asta che coinvolge mezza Premier League viene da chiedersi: cosa rimarrà di questa finale di Champions? L’Inter è, tra le grandi squadre, forse quella che è attesa dalla sessione di mercato più difficile vista la profondità del rinnovamento della rosa a cui sembra dover andare inevitabilmente incontro. Le capacità taumaturgiche di Beppe Marotta di cambiare tutto senza alterare il valore della rosa non sono mai state testate duramente come lo saranno quest’estate. Riuscirà a uscire vivo un’altra volta da questa tempesta perfetta di giocatori in scadenza, parametri zero e riscatti degli anni passati? La strada era già stretta di per sé, per via delle difficoltà della società a trovare un compratore che metta definitivamente alle spalle la gestione Suning, ma lo è diventata ancora di più all’inizio della scorsa stagione, quando l’Inter ha firmato un settlement agreement con la UEFA che, tra le altre cose, prevede l’obbligo di tenere un saldo positivo tra i costi dei giocatori in uscita e quelli dei giocatori in entrata (ammortamento e ingaggio).

I ritocchi da fare in difesa

Insomma, l’Inter è obbligata a lavorare a partire dalle cessioni, e a questo punto tanto vale iniziare con ordine, cioè con il portiere. A leggere la stampa sportiva André Onana sembra infatti già far parte del passato, promesso ormai al Manchester United che per lui dovrebbe spendere una cifra intorno ai 50 milioni di euro. Il portiere camerunese in questa stagione ha avuto un rendimento ambivalente, garantendo di fatto un centrale in più a Inzaghi in fase di impostazione ma allo stesso tempo non sradicando del tutto l’insicurezza tra i pali lasciata in eredità dal tramonto di Handanovic (la squadra di Inzaghi ha chiuso la stagione con una non lusinghiera differenza tra post-shot Expected Goals e gol effettivamente subiti in Serie A di -4.2).

Inutile chiedersi se Marotta si muoverà alla ricerca di un profilo simile a quello di Onana, sappiamo che è più il tipo da occasioni già sul mercato, dove di portieri esperti ce ne sono a bizzeffe. Non quindi Vicario, già diretto al Tottenham, e forse nemmeno il sussurrato Giorgi Mamardashvili, che con soli 22 anni sul passaporto non sembra poter convincere un dirigente come Marotta. Più convincenti in questo senso i nomi di Hugo Lloris, Keylor Navas (che condividono lo strano destino di essere stati superati nelle gerarchie da giovani portieri italiani) e Yann Sommer: tre portieri di grande talento e di grande esperienza che, per una ragione o per l’altra, sembrano alla ricerca di un’ultima occasione per rilanciarsi. Nessuno dei tre, però, ha un contratto in scadenza già quest’anno (quello di Sommer arriva addirittura fino al 2025) e servirà quindi un’opera di persuasione notevole da parte dell’Inter per convincere il Tottenham, il PSG e il Bayern Monaco a farsi fare un prezzo di saldo. Il gioco, però, vale la candela perché, se è vero che nessuno dei tre è a proprio agio nel gioco coi piedi quanto Onana, è anche vero che tra i pali sarebbe un salto di qualità significativo, e insomma non è poco.

In difesa le grandi stagioni di Acerbi e Darmian ci hanno fatto dimenticare che l’Inter si è persa per strada uno dei migliori centrali degli ultimi anni di campionato italiano, cioè Skriniar, e che anche Stefan de Vrij (che dovrebbe firmare un rinnovo biennale a breve) non si sente tanto bene. Ora, per quanto la Serie A sia diventata il campionato delle seconde, terze e quarte giovinezze non si può pensare che una società come quella nerazzurra possa giocare un’altra stagione senza rinnovare un reparto che ha una media età altissima e che per questa ragione non lascia tranquilli. Effettivamente Marotta non è rimasto a guardare e dovrebbe aver già piazzato una prima scommessa, prendendo per una cifra intorno ai 7 milioni di euro il giovane Yann Bisseck. Capitano dell’Under 21 tedesca (nel caso voleste vederlo all’azione in questi giorni), Bisseck è un prodotto delle giovanili del Colonia che però da un paio di stagioni gioca stabilmente in Danimarca, all’Aarhus Gymnastikforening. Difensore enorme, alto secondo Wikipedia 196 centimetri, piuttosto prolifico (ha segnato anche all’esordio agli Europei), sembra ancora particolarmente acerbo nell’uno contro uno, e con la sua stazza non è certo agile in campo aperto e nei cambi di direzione. Insomma, ci vorrà del tempo prima di vederlo in un campionato così insofferente alle sbavature difensive come la Serie A.

Un’opzione più spendibile subito potrebbe essere César Azpilicueta, che secondo diverse fonti dovrebbe arrivare dal Chelsea a parametro zero. Dopo una vita passata ad arare la fascia destra di Stamford Bridge, il difensore spagnolo potrebbe tornare utile come braccetto della difesa a tre, sempre che alla fine non venga ceduto Dumfries. Con un’attenzione marziale alla fase difensiva e una resistenza fisica da maratoneta Azpilicueta è un grande innesto per la difesa di Inzaghi, che avrà un altro sensei delle marcature preventive a sua disposizione. Rimane da capire se c’è spazio per un’altra scommessa su un profilo più giovane nel ruolo di libero, dove con de Vrij e Acerbi l’Inter di certo non brilla in freschezza. Si è parlato di Eric Garcia, ma sarebbe ideale un prestito secco o con diritto di riscatto di un giocatore molto giovane ma di grande prospettiva, disposto a farsi ancora un po’ di panchina. Un’idea potrebbe essere Levi Colwill, prodotto delle giovanili del Chelsea la stagione scorsa in prestito al Brighton, che in questi giorni con l’Inghilterra Under 21 sta mettendo in mostra un piede sinistro di seta nei lanci lunghi che potrebbe far vacillare Simone Inzaghi.

La difesa dell’Inter potrebbe aver bisogno di un nuovo innesto anche sull’esterno sinistro, dove da giorni si dà per molto probabile la partenza di Gosens all’Union Berlino. Anche in questo caso è da capire quanto la grande stagione di Dimarco da quella parte possa ripetersi anche l’anno prossimo e se l’Inter voglia andare sul sicuro per il suo rimpiazzo, come aveva provato a fare con Gosens. Un’opzione direttamente dalla Serie A che potrebbe non costare troppo è Darko Lazovic, esterno di corsa e dal lungo curriculum nel campionato italiano che quest’anno a Verona ha dimostrato di avere margini di miglioramento inaspettati. Per talento creativo nell’ultimo quarto di campo potrebbe non far rimpiangere Dimarco (1.76 passaggi chiave per 90 minuti il primo, 2.51 il secondo).

Il nodo del centrocampo

Anche a centrocampo ci sarà del lavoro da fare. La cessione di Brozovic oltre a un enorme buco di talento lascia il dubbio che la sperimentazione di Calhanoglu come vertice basso di centrocampo sia qui per restare. È quello che lasciano intendere anche i rumor di mercato, che vedono l’Inter alla ricerca di mezzali, e soprattutto mezzali molto offensive come Frattesi e addirittura Milinkovic-Savic, nonostante Barella abbia messo in luce in questa stagione un’evoluzione sempre più diretta verso la porta avversaria (9 gol e 10 assist stagionali). Certo è sempre possibile che queste voci in realtà puntino al peggior scenario possibile per i tifosi interisti, ovvero la cessione in Premier di Barella, e allora i nomi fatti in questi giorni potrebbero avere tatticamente e finanziariamente più senso. In ogni caso, lo spostamento definitivo di Calhanoglu lascia scoperta la casella di mezzala di sinistra, ancora di più alla luce dell’usurante stagione trascorsa da Mkhitaryan, anche lui non più un ragazzino. Il centrocampista armeno quest’anno ha messo in luce un’abnegazione commovente, che ha compensato lo spostamento più avanti di Barella, ma avrebbe bisogno di un backup per farlo rifiatare più frequentemente.

Si è parlato a lungo di Roberto Pereyra, in scadenza di contratto tra pochi giorni. “El Tucu” darebbe un’altra opzione di qualità a centrocampo, un giocatore con un controllo e un’intelligenza nelle scelte che sono rare in Serie A, ma sarebbe tutto da testare il suo adattamento al sistema di Inzaghi, che allo stesso Mkhitaryan ha richiesto del tempo. Un nome più suggestivo è quello di Alex Scott, diciannovenne mezzala inglese in forza al Bristol, già alla terza stagione tra i professionisti in Championship. Scott si inserisce nella lunga tradizioni di mezzali box-to-box inglesi, negli ultimi anni rinverdita da Milner e Jordan Henderson, ma con un’interpretazione più raffinata, tutta calzettoni abbassati, dribbling nello stretto e lanci a cambiare gioco col mezzo esterno. Quest'anno in Championship ha vinto il premio di giovane dell'anno.

Forse, però, all’Inter servirebbe un centrocampista più prettamente difensivo ed esperto per aprire il ventaglio di scelte a propria disposizione. Da questo punto di vista il profilo migliore sembra essere quello rappresentato da Otavio, centrocampista del Porto dall’alto livello tecnico con un dinamismo e un’intelligenza fuori scala. Il suo innesto rappresenterebbe un upgrade significativo per il centrocampo dell’Inter, che avrebbe a disposizione un giocatore già con tanta esperienza ad alti livelli. Prenderlo, però, non è facile. Il suo contratto scade nel 2025 e la clausola rescissoria al suo interno segna 40 milioni di euro (che diventano 60 se non viene attivata entro il 15 luglio).

Lukaku o non Lukaku?

Rimane da sistemare il fronte d’attacco, che vede l’Inter orfana di tutte e due le sue prime punte titolari. A quanto pare Marotta non si è rassegnato all’addio di Lukaku, che difficilmente si muoverà ancora una volta in prestito, e starebbe provando a prenderlo a titolo definitivo reinvestendo parte degli incassi delle cessioni. Di certo Lukaku ha dimostrato in questo finale di stagione di poter tornare ai livelli che gli avevano permesso di trascinare l’Inter allo scudetto. Ma basta questo a diradare i dubbi sul suo stato di forma che hanno accompagnato tutta la sua stagione e che alla fine gli hanno fatto perdere il posto da titolare a favore di Dzeko? Soprattutto avrebbe senso per una società con i problemi dell’Inter spendere decine di milioni di euro per un giocatore che ha già superato i trent’anni, che peserebbe molto nel monte ingaggi e che difficilmente potrà essere rivenduto in futuro a cifre che permettano di rientrare nell’investimento?

È vero che Marotta ha già messo le mani su un profilo più futuribile, quel Marcus Thuram di cui ha già scritto Marco D’Ottavi. Ma difficilmente l’attaccante francese potrà fare il lavoro di raccordo sulla trequarti che facevano Lukaku e soprattutto Dzeko - lavoro che ha permesso anche a Lautaro di consumarsi meno lontano dalla porta permettendogli di fiorire in una delle sue migliori stagioni da quando è in Europa.

Per risolvere il nodo prima punta l’Inter potrebbe allora tentare una strada diversa, andare a caccia di giovani opportunità emerse dall’ultima stagione di Ligue 1. Si è parlato ad esempio di Folarin Balogun, attaccante statunitense di proprietà dell’Arsenal che alla seconda stagione tra i professionisti ha messo insieme 21 gol solo in campionato. Al di là dei numeri in fase di finalizzazione, Balogun è effettivamente un attaccante a cui piace svariare molto, per esempio allargarsi sull’esterno per puntare il diretto marcatore in uno contro uno. Da questo punto di vista non si allontanerebbe troppo dalle caratteristiche di Thuram. Un centravanti più convenzionale potrebbe essere Terem Moffi, lui invece arrivato a quota 18 gol nell’ultima stagione di campionato francese. L’attaccante nigeriano è più tipo da gioco spalle alla porta tra le linee e funzioni da numero 10 (nessuna prima punta con almeno 800 minuti di gioco tra i primi cinque principali campionati europei ha più passaggi chiave per 90 minuti di lui) ma costa molto. Come per Balogun, si parla di cifre che vanno dai 40 ai 60 milioni di euro. È plausibile che un dirigente come Marotta piazzi una scommessa così rischiosa su un giocatore alla prima stagione buona in carriera?

Magari a un profilo di questo tipo l’Inter potrebbe affiancare per cautelarsi un attaccante più esperto, pescato dal cesto dei giocatori in scadenza o quasi. Si può prendere a zero, ad esempio, “El Bufalo” Morelos, che sicuramente ricorderete se come noi siete dei cultori dell’Europa League. La buona notizia è che nelle sei stagioni passate in Scozia non è mai sceso sotto gli undici gol in campionato. La cattiva è che viene da un infortunio alla fine della stagione 21/22 che potrebbe aver compromesso definitivamente le sue capacità atletiche a questi livelli. Va in scadenza nel 2024, invece, Mehdi Taremi, che l’Inter conosce bene dopo il soffertissimo doppio confronto in Champions contro il Porto. La buona notizia è che ha appena rifiutato le offerte dall’Arabia Saudita e con la scadenza così ravvicinata potrebbe costare poco. La cattiva notizia è che viene da una stagione straordinaria (addirittura 31 gol stagionali) che sulla soglia dei 31 anni sembra difficilmente ripetibile.

Nessuna squadra in Europa sa vendere bene come il Porto, che a volte sembra avere un algoritmo per identificare i giocatori della propria rosa che hanno appena scollinato il momento migliore della propria carriera. È anche vero che allo stesso tempo non esiste coppia migliore di Marotta e Inzaghi per spremere le ultime gocce di grandezza da giocatori che quel confine sembravano averlo superato da un pezzo.

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