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Dario Pergolizzi
Come l'Inter di Conte sta imparando ad uscire dal pressing
26 Jul 2019
26 Jul 2019
I principi del nuovo allenatore sono già visibili in queste prime amichevoli.
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Dario Pergolizzi
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5 min
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Uno degli aspetti più convincenti delle prime amichevoli dell’

di Antonio Conte è stata la costruzione dal basso. Al netto di tutte le incognite relative alla preparazione prestagionale, e a una rosa ancora incompleta, si possono intravedere alcuni movimenti e principi di occupazione degli spazi che danno un’idea dei temi su cui sta insistendo il nuovo tecnico dell’Inter.

 



Com’è noto, tra le

c’è la nuova norma sulle rimesse del portiere, che potrà essere affiancato in area dai compagni di squadra, ma non dagli avversari, che dovranno rimanere fuori fino al tocco della palla. Questa nuova regola, nata come risposta naturale alle tendenze moderne, offre un certo vantaggio alla squadra in possesso e permette di enfatizzare il fraseggio tra tutti i giocatori coinvolti nella costruzione dal basso - oltre a essere un discreto grattacapo per chi va a pressare, almeno in questi primi tempi.

 


Risultati non ancora eccelsi, ma principi chiari.




 

Nelle amichevoli con Lugano, Manchester United e Juve, lo schema più ricorrente è stato questo: D’Ambrosio e Skriniar si abbassano ai fianchi di Handanovic, mentre de Vrij si alza al limite dell’area, sul centrodestra, di fianco a Brozovic. Il primo riferimento in ampiezza, molto più avanti, non sono gli esterni della difesa a cinque ma spesso le mezzali, che si allargano simultaneamente in fascia per poi avvicinarsi o allontanarsi in base allo sviluppo. Gli esterni (o le mezzali quando non si abbassano e allargano) rimangono alti per bloccare la pressione avversaria, mentre le punte devono mantenersi attente per eventuali giocate sul lungo e per riempire gli spazi lasciati vuoti dalle mezzali.

 




 

 

Una delle migliori azioni dell’Inter in questo precampionato parte proprio dalla rimessa del portiere. L’azione inizia verso destra, attirando il pressing aggressivo della Juventus, per poi andare a sinistra. Mentre la palla raggiunge Skriniar, Sensi si avvicina in posizione di esterno e gioca rapidamente lungolinea per Dalbert, che partendo da lontano attira a sé Cancelo. Dalbert gioca di prima verso il centro, dove entrambe le punte possono combinare e attaccare la profondità, sfruttando lo spazio creato tra terzino e difensore centrale. È  chiaro che in tutto questo sono essenziali anche i tempi di movimento e di trasmissione.

 

Di seguito invece due situazioni in cui l’Inter ha rischiato qualcosa di troppo a causa di qualche titubanza.

 




 

 

In questo caso, l’Inter sviluppa la manovra lentamente verso la stessa direzione del primo passaggio, e si ritrova chiusa in fretta dal pressing della Juve. D’Ambrosio non può servire Brozovic perché stoppa orientandosi verso l’esterno, e non può servire de Vrij perché coperto dall’ombra di Higuain. Così rimane solo la giocata su Candreva, che è bravo ad abbassarsi capendo la situazione, ma che si trova il lato destro chiuso da Ronaldo e non ha la lucidità o la naturalezza per verticalizzare di sinistro verso il centro o alle spalle di Ronaldo (come aveva fatto Sensi prima, per intenderci). La passa dunque a de Vrij che nel frattempo è stato aggredito da Matuidi, e dalla seconda palla la Juve crea un tiro in porta.

 


 

 

 

Anche in questo caso la risalita avviene direttamente verso il lato sinistro, senza prima invitare l’avversario dall’altra parte. Nonostante il pressing diretto dello United, quando Sensi riceve la palla ha tutto il tempo per giocare in verticale, ma come possiamo intuire anche dal suo gesto a fine video, probabilmente nessuna delle due punte è riuscita a venire incontro. Considerando che Sensi è stato raddoppiato anche da Wan-Bissaka, con una giocata rapida esterno-interno-esterno l’Inter avrebbe potuto trovare spazi molto interessanti alle spalle del terzino avversario appoggiandosi a Dalbert.

 



Conte è un allenatore che col pallone responsabilizza molto il blocco basso composto da portiere, centrali e mediano. I quattro davanti ad Handanovic mantengono una struttura posizionale solida che cerca di avanzare cercando di portare il mediano alle spalle della prima linea di pressing. Se però l’avversario decide di pressare alto, i difensori centrali laterali tendono ad allargarsi per creare uno spazio che Brozovic utilizza per farsi servire centralmente.

 


 

 

 

La formazione di triangoli intorno al portatore è centrale nella costruzione: al di là della dinamica dell’azione, i giocatori devono essere abili a riconoscere le opportunità e proporsi in appoggio o come vertici per avere probabilità più alte di risalire il campo rapidamente. Nel video qui sopra, con Brozovic che dopo aver raccolto palla si muove verso sinistra, Sensi copre la sua posizione al centro e Dalbert si abbassa immediatamente. Così Brozovic può scegliere se passarla in ampiezza o in profondità, dove nel frattempo si è mossa incontro la punta.

 

In generale, l’Inter sembra avere una buona fluidità; pur essendo

un calcio “specialistico”, vi è una componente non trascurabile di gioco di posizione ben eseguito. I calciatori riescono a muoversi anche al di là delle loro zone di partenza per garantire soluzioni di passaggio e rapidità di manovra.

 


 

 

 

In questo doppio tentativo di salita possiamo notare alcuni aspetti interessanti. Nella prima azione, con palla a Brozovic, Gagliardini si allarga sulla fascia in avanti e Sensi si porta in appoggio corto. A completare il triangolo è Perisic con il tipico movimento incontro. L’azione si incaglia e si ricomincia. Questa volta, con Gagliardini ancora alto e largo e Sensi lontano, è de Vrij a riconoscere lo spazio da occupare e a portarcisi senza esitazioni. Grazie a questa giocata Sensi si trova già in posizione avanzata tra le linee e può completare l’attacco alla porta.

 

Riconoscere rapidamente la posizione da coprire in base allo sviluppo dell’azione è quello che permette ai giocatori di Conte di creare situazioni favorevoli di gestione del possesso, per mantenerlo o risalire rapidamente. Per questa ragione possiamo vedere lo stesso giocatore muoversi ora in ampiezza, ora incontro, ora in profondità senza che emergano scompensi nello scaglionamento generale.

 

Nel sistema di Conte ai giocatori viene richiesta intelligenza e coraggio: gli interni svolgono un ruolo importante tanto nella copertura nell’ampiezza quanto nel gioco tra le linee; le punte devono sempre essere reattive, gli esterni generosi e resistenti, i difensori coraggiosi.

 

È ancora, ovviamente, presto ed è impossibile giudicare una rosa ancora così incompleta. Antonio Conte, però, sembra aver posto già delle basi interessanti per la sua Inter, dimostrando una rapidità straordinaria nell’insegnare i propri principi ai giocatori che si trova ad allenare.

 

 

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