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Date un pallone a Bonazzoli e avrete una rovesciata
29 ago 2025
Breve storia di un giocatore speciale.
(articolo)
6 min
(copertina)
IMAGO / Buzzi
(copertina) IMAGO / Buzzi
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I giocatori possono essere speciali in molti modi. A volte basta un gesto, un singolo fondamentale con cui quello specifico calciatore ha un rapporto privilegiato a renderlo speciale. Di tutti gli specialisti, i più speciali sono quelli della rovesciata. E non sono pochi. Anche solo a memoria, anche solo limitandosi alla Serie A, ci sono stati Riccardo Zampagna, German Denis, Mauricio Pinilla, Fabio Quagliarella, Osvaldo e Mehdi Taremi (che ci ha anche vinto il premio UEFA per il gol più bello della stagione 2020/21). Gente a cui viene naturale il gesto forse più innaturale del calcio. Che fa succedere spesso qualcosa che succede di rado, e che ad alcuni non succede proprio mai.

Va da sé, scorrendo la lista di nomi qua sopra, che non c’è bisogno di essere Zlatan Ibrahimovic o Marco Van Basten per ritrovarsi con questo tipo di talento in dote. Come si scopre? Come si capisce, sui campi della provincia, di avere un rapporto speciale con le acrobazie? Che quelle idee che gli altri giocatori devono scartare per non fare brutte figura sono esattamente quelle che devi farti venire in mente te?

Nella prima giornata di Serie A 2025/26 Federico Bonazzoli ha segnato un gol che magari tra qualche mese ritireremo fuori quando dovremo scegliere i più belli della stagione. Una rovesciata di sinistro, il suo piede, che ha deciso la partita tra la sua Cremonese e il Milan. Quando ha visto partire il cross di Pezzella, Bonazzoli ha pensato: «Questo è perfetto». Si è coordinato come se fosse in spiaggia e ha schiacciato la sua rovesciata bassa - quasi una mezza rovesciata - vicina al palo, dove Maignan non è arrivato.

Lui è nato in provincia di Brescia e a 16 anni ha esordito con la maglia dell’Inter, che tifa. In tribuna c’erano la sua famiglia e la sua compagna. Dopo il gol gli hanno scritto allenatori e compagni di squadra del suo passato.

Federico Bonazzoli ha 28 anni e questo è stato un momento in cui fare un po’ il punto. «Magari qualcuno pensava potessi giocare 500 partite con l’Inter e segnare 300 gol», ha detto parlando del suo esordio precoce. Invece ha giocato quasi 250 partite tra A e B e di gol ne ha segnati poco più di 40. «Quello era il mio percorso», riflette con un po’ di fatalismo.

Come detto, però, certi giocatori sono speciali non per il volume dei loro gol, per la costanza del loro talento, quanto perché riescono in gesti difficili. Perché, cioè, riconosciamo in loro qualcosa che manca a giocatori che magari hanno fatto carriere più prestigiose. Ci sono giocatori - e Federico Bonazzoli è uno di questi - che ogni tanto segnano gol assurdi. Non così spesso da mostrare una superiorità tecnica innata, ma neanche una sola volta o due, che si potrebbe pensare si tratti di un caso.

La stagione migliore di Bonazzoli è stata la 2021/22 con la maglia della Salernitana. La stagione miracolosa in cui la Salernitana è riuscita a salvarsi pur non essendo mai stata fuori dalla zona retrocessione fino a tre giornate dalla fine, perdendo poi l’ultima 0-4 in casa con l’Udinese - al suo posto è sceso il Cagliari che non è riuscito a vincere col Venezia già retrocesso. In quella stagione Bonazzoli ha segnato 10 gol in campionato - 12 se contiamo anche la Coppa Italia.

L’ha cominciata con una doppietta alla Reggina proprio in Coppa Italia, tra cui un gol che, se lo guardate bene, non è un gol qualsiasi. Bonazzoli controlla un missile terra aria che probabilmente era diretto al compagno alle sue spalle, intercetta la palla di collo sinistro, palleggia in faccia al difensore, sempre col sinistro, e poi calcia forte e basso sul primo palo.

Bonazzoli 1

Sulla panchina della Salernitana quell’anno si sono avvicendati Castori, Colantuono e infine Davide Nicola, a cui è riuscito il miracolo anche grazie a una striscia di 7 risultati utili consecutivi. La prima partita di Nicola è quella che la Salernitana ha pareggiato 2-2 in casa col Milan. Bonazzoli in quell’occasione ha segnato la sua prima rovesciata contro i rossoneri.

In porta c’era sempre Maignan, come sabato scorso, uscito a vuoto e battuto nel duello aereo da Milan Djuric. Bonazzoli ha dovuto mettere dentro a porta quasi vuota, evitando solo il salvataggio di Theo Hernandez sulla riga, ma non è comunque da tutti coordinarsi così bene, così rapidamente, per mettere dentro quel pallone. La rovesciata - schiacciata con forza a terra per prendere sicuramente la porta - è eseguita con la facilità di chi non è alla sua prima volta. «Da bambino, in casa, facevo rovesciate con qualsiasi oggetto», ha detto Bonazzoli alla Gazzetta questa settimana.

Quella stagione la chiude con un gol importantissimo - che serve per pareggiare 1-1 contro l’Empoli con solo due partite ancora da giocare - che è ancora una volta una rovesciata.

In quel caso serve a risolvere una mischia in area, seguita a un altro pasticcio del portiere. L’area però è piena di gente: Romagnoli, capitano dell’Empoli, salta di testa per impedire a Bonazzoli di colpire la palla, ma la sua rovesciata arriva secca come un colpo di frusta. La palla entra nell’angolo, alta, e viene da pensare che se il giocatore sulla riga di porta avesse provato a usare le mani non ci sarebbe riuscito lo stesso.

«Quando mi arriva una palla alta penso sempre prima alla rovesciata rispetto al colpo di testa», ha detto anche Bonazzoli. Questa rovesciata all’Empoli forse è la più bella di tutte. Perché risolutiva e immediata, davvero istintiva. Non c’è niente di estetico: solo un giocatore che arriva col piede, in largo anticipo, dove il suo avversario sta pensando di mettere la testa. Questa è la rovesciata dove si vede che per Bonazzoli è solo un modo come un altro di calciare in porta.

Due stagioni prima, con la maglia della Sampdoria, aveva segnato 6 gol in 19 presenze, quasi tutte da subentrato. Contro l’Udinese, a luglio (il campionato era ripreso dopo la pausa per l’emergenza COVID), aveva segnato ancora con una rovesciata potente e autorevole.

Sempre una palla che si impenna in area di rigore, un difensore che gli sta attaccato. Qui Bonazzoli sembra mettersi di spalle per prendere posizione e tenere lontano il difensore, che magari non immaginava potesse schiacciargli in faccia in quel modo. La palla va dritta all’incrocio.

La stagione ancora prima (2018-19) con la maglia del Padova ha segnato in rovesciata nel playoff di andata contro il Palermo (poi perso 1-3). Un cross lento, una rovesciata che sembra un appoggio a rete di un tennista che ha tutto il campo libero. Ma è pur sempre una rovesciata precisa, che passa nello stretto corridoio tra portiere e difensori, sul secondo palo. Non si può dare per scontata una precisione di questo tipo in un gesto tecnico così complesso come la rovesciata.

In Serie A ha giocato e segnato relativamente poco, Bonazzoli. Anche quest’anno, cominciato così bene, si troverà a dover battere la concorrenza di Sanabria e forse Jamie Vardy. Probabilmente giocherà e non giocherà, come sempre. Ma il punto in giocatori come Bonazzoli sta in questa possibilità sempre presente che segni un gol eccezionale. In questo senso, è un po’ l’anti-fantacalcio. A meno che non si stabilisca un punteggio speciale per i gol come quelli che segna lui.

«Crossatemi una lavatrice e colpirò di testa anche quella», ha detto Pasquale Luiso. Alzate una lavatrice a campanile in area di rigore e Federico Bonazzoli rovescerà anche quella.

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