
Io sono un tifoso contabile. È un’ammissione che mi provoca un leggero senso di imbarazzo, visto come sono di solito considerati coloro che parlano di calcio con una calcolatrice sottomano.
Per chi non sapesse a cosa mi sto riferendo, il tifoso contabile (detto anche tifoso commercialista o tifoso ragioniere, a seconda della sfumatura desiderata) è colui che rivolge un interesse quasi morboso, da nerd calcistico, verso la dimensione economica e finanziaria di questo sport. Quello che sarebbe un atteggiamento generalmente tollerato, quando è circoscritto agli ambiti del calcio considerati più nobili (come quello tattico o quello storico), in questo caso diventa oggetto di un epiteto con una connotazione tendenzialmente dispregiativa.
Secondo un’opinione diffusa, infatti, questi tifosi hanno appesantito, se non addirittura rovinato, il discorso sul calcio. La loro colpa sarebbe l’aver sporcato la purezza della passione, introducendo una distrazione dal campo, l’unico palcoscenico degno del nostro tempo. Rappresenterebbero così uno dei peggiori esempi di corruzione del pubblico: una corrente che ha accettato, anzi che ha accolto l’inaccettabile, cioè che il calcio ha smesso di essere uno sport per trasformarsi in un business. C'è chi dirà che il calcio è sempre stato un business, ma lo stesso non si può dire per i tifosi che hanno deciso di dedicare tutta la propria energia, il proprio afflato romantico, verso ammortamenti, plusvalenze, bilanci contabili, liquidità - i tifosi contabili, per l'appunto, che sono invece una creazione recente, una cosa dei "nostri tempi".
Nonostante questa resistenza, tuttavia, anche chi non prova alcun interesse per questo tipo di argomenti si ritrova forse inconsapevolmente a discuterne più spesso di quanto non vorrebbe. Quasi come se ci fosse una forza misteriosa che trascina qualsiasi tifoso dentro questi argomenti, spostando il baricentro dei nostri discorsi calcistici, modificandone il vocabolario e la grammatica.
Noi contabili siamo insomma la punta di un iceberg più grande e profondo: in quanto frangia del tifo che si è più radicalizzata su determinate questioni, siamo il segno più tangibile di una dinamica che ha cambiato, e continua a cambiare, il discorso calcistico in generale. Si tratta di un modo diverso di pensare il calcio, un modo che ci attrae e repelle al tempo stesso, di cui probabilmente non abbiamo ancora capito bene i contorni.
DA DOVE VENIAMO? CHI SIAMO? DOVE ANDIAMO?
Va detto anzitutto che non si diventa tifosi contabili soltanto per deformazione professionale o per una passione verso la materia economica.
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