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Emanuele Atturo
Pazza Olanda
09 May 2016
09 May 2016
L'incredibile epilogo del campionato olandese, vinto dal PSV sull'Ajax all'ultimo respiro e contro ogni pronostico.
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Emanuele Atturo
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5 min
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Alle 16 e 30 di ieri, il PSV ha sollevato il suo 23esimo titolo olandese, un finale di stagione che sarebbe suonato incredibile anche solo alle 16,00.

 

Prima dell’ultima giornata di campionato, Ajax e PSV erano appaiate a 81 punti in cima alla classifica. La squadra di Amsterdam doveva affrontare la trasferta contro il De Graafshap già condannato ai playout, mentre il PSV era in trasferta contro il PEC Zwolle, una buona squadra ottava in campionato: in caso di arrivo a pari punti l’Ajax avrebbe vinto il campionato per una migliore differenza reti… a meno che il PSV non fosse riuscito a vincere con almeno 7 gol di scarto.

 

Non sembrava, quindi, dovesse succedere niente di particolarmente significativo e l’Eredivisie, un campionato sempre più prevedibile, trasformato in una sorta di supermercato dei talenti del calcio mondiale, si sarebbe deciso attraverso il meno appassionante dei sistemi: quello della differenza reti: una regola che rimane nascosta e dimenticata fino a che rarissime condizioni di classifica non ne denunciano la assurdità, che forse esiste esclusivamente per nobilitare i gol del 5, del 6 o del 7 a zero con cui le squadre forti chiudono le partite contro quelle deboli.

 

L’epilogo di ieri ha scongiurato il rischio di quella che sarebbe stata una delle più grandi assurdità della storia del calcio, ma ha aggiunto un altro capitolo alla storia dei

di questa stagione di calcio europeo.

 

 



 

La prima mezz’ora di gioco rispetta più o meno le attese. L’Ajax va in vantaggio dopo appena un quarto d’ora: Younes converge verso il centro da sinistra, il difensore avversario non lo attacca, lo porta dentro l’area, da dove l’attaccante può tirare un piatto sul secondo palo talmente semplice da sembrare scolastico.


 

Dall’altra parte, il PSV è ancora sullo zero a zero sul campo dello Zwolle e in quel momento la possibile vittoria al titolo è distante minimo 7 gol. Un assoluto bisogno di reti che acuisce il senso di disperazione quando Narsigh, al 18° minuto di gioco, sbaglia a porta vuota dopo aver saltato il portiere.

 

Tra il 33° e il 43°, però, la squadra di Cocu segna due gol. Dopo aver messo la palla in rete di testa, De Jong quasi inciampa per andare a raccogliere il pallone il più velocemente possibile. E per un momento il PSV sembra davvero voler vincere con 7 gol di scarto.


 

 



 

Intanto l’Ajax sembra a un passo dal 2-0 che avrebbe chiuso la partita e il campionato. I “lancieri” commettono alcuni errori sotto porta che, in quel momento, parevano decisamente meno gravi di ora. A posteriori quegli errori hanno preso la forma di vesciche che rimarranno nel cervello dei tifosi per diverso tempo. Eccoli in sequenza:

 

Ecco invece una sintesi dello stato d’animo di Frank De Boer:


 



 

Bryan Smeets nel 2009 partecipa con l’Olanda ai campionati del mondo U-17 in Nigeria. In squadra con lui ci sono Stefan De Vrij, Rolando Martins Indi, Joel Veltman, Adam Maher, Oguzhan Ozyakup e Luc Castaignos. Oggi Bryan Smeets non gioca titolare neanche nel De Graafshaap e la sua pagina Wikipedia è scritta solo in inglese, olandese e ungherese. Forse la curva della sua carriera avrebbe potuto toccare un momento di celebrità solo ergendosi a eroe negativo, a boia.

 

Il gol di Smeets sembra un puro rigurgito di vanità. Il modo in cui esulta, con le braccia aperte, quel modo di dire “guardatemi, sono io” suona incredibilmente sadico e tronfio. Da cattivo di Game of Thrones.

 

È il suo primo gol con la maglia del De Graafschap, che in olandese significa letteralmente ‘La Contea’, i cui tifosi sono stati ribattezzati “i contadini”.

 

Lo stato d’animo di De Boer in quell’istante:


 



 

https://www.youtube.com/watch?v=0N0an8tPcAE

 

Cose notevoli di questo video:

 

- I giocatori iniziano a festeggiare dopo aver letto qualcosa sul cellulare ma la diretta gol testimonia che l’Ajax ha ancora un minuto di recupero da giocare. Il che rende quel minuto, in cui alla fine non succede niente, un momento di grande sadismo: il doppio schermo con da una parte i giocatori del PSV che festeggiano sotto ai tifosi, e dall’altra parte il nulla riempito dalle espressioni dolorose di Frank De Boer.

 

- La presenza della mascotte del PSV che fa sorgere alcune questioni: a) di che animale si tratta? b) perché è presente la mascotte se non si gioca ad Eindhoven? c) la mascotte segue la squadra nelle trasferte in pullman? d) possiede particolari poteri mistici?

 

- Guardado con indosso un sombrero, nel caso ci fossimo dimenticati la passione dei messicani per i copricapo giganti.

 

- Una fuga di Bach che si sente partire verso la fine.

 

- Quest’uomo è il ritratto della felicità:

 



 



 

Dopo la partita, su twitter, è stata pubblicata l’immagine di una torta preparata dal De Graafschap per rendere onore alla vittoria del titolo dell’Ajax. Ora appare triste come un

.

 

https://twitter.com/VoetbalInside/status/729368480869429248

 

Frank De Boer è riuscito comunque a presentarsi davanti ai microfoni, dove

l’esperienza “un incubo” paragonabile alla delusione a Euro2000 quando l’Olanda, squadra ospitante, è stata eliminata ai rigori dall’Italia.

 

De Boer ha descritto lo spogliatoio come “una tomba” e il video rubato da sotto al pullman dell’Ajax lo mostra impietosamente distrutto, inerme di fronte ai flash dei fotografi e al brusio circostante.

 



 

 

L’amarezza del tecnico è probabilmente acuita dal fatto che quella di ieri fosse la sua ultima partita sulla panchina dell’Ajax. Qualche ora prima della gara si era sparsa la voce di un interesse dell’Everton,

dal suo agente. Nei suoi sei anni da allenatore dell’Ajax De Boer ha vinto 4 campionati, il primo dei quali, nel 2010-2011, aveva rotto un digiuno che durava da 7 anni. Se sommiamo anche i titoli vinti da De Boer con l’Ajax da giocatori arriviamo a 9, sparsi su 17 anni complessivi di militanza. Una leggenda del club. Eppure, nonostante i grandi risultati, l’Ajax di De Boer non ha mai convinto del tutto.

 

Il suo 4-3-3, mai cambiato nel corso degli anni, è una buona rappresentazione del dominio totale ma pigro dell’Ajax nel campionato domestico. Il modulo punta in sostanza all’isolamento in 1 vs 1 dei giocatori sulle fasce, sempre veloci e dribblomani, ricambiati ogni tot di mesi come nelle colture intensive, dove possono sfruttare il

 con i marcatori. In Europa questo sistema ha mostrato tutti i suoi limiti: i “lancieri” non hanno mai superato il girone di Champions League, il loro miglior risultato europeo della gestione De Boer i sedicesimi di Europa League dello scorso anno.

 

 



 

Al contrario, il PSV quest’anno ha disputato un’ottima Champions League, superando il girone e riuscendo persino a far incartare l’Atletico Madrid nel doppio confronto agli ottavi di finale, trascinandolo fino ai calci di rigore. In questo senso, la vittoria del campionato suona come una specie di passaggio di consegne definitivo da De Boer a Cocu come allenatore olandese emergente più quotato. Di lui qualcuno

persino un possibile futuro al Barcellona.

 

Cocu è stato bravo a riprendere per i capelli una serie  di talenti che sembravano definitivamente perduti: Jurgen Locadia, Luciano Narsigh, Andrès Guardado, Marco van Ginkel e Davy Propper, il cui fratello, Robin, era curiosamente in campo contro l’Ajax con la maglia del De Graafschap. Ma soprattutto Luuk De Jong, totem in grado di segnare 26 gol in stagione. Cocu ha saputo reinventare il gruppo che aveva vinto la scorsa Eredivisie con 12 punti di vantaggio con l’Ajax, anche dopo le cessioni estive di Wijnaldum e Depay. Mettendo su una squadra in grado di segnare 88 gol in campionato, una media di circa 2,5 a partita.

 

Merito ulteriore è aver vinto contro l’Ajax che ha totalizzato più punti in campionato della gestione De Boer. Un dato che però, di riflesso, ci dice forse qualcosa anche sulla Eredivisie, un campionato in cui la distanza tra il secondo e il terzo posto è finito per essere di addirittura 19 punti, e di 29 tra il secondo e il quinto. Il PSV ha vinto ieri il suo 23esimo titolo che, sommato ai 33 dell’Ajax e ai 14 del Feyenoord rappresentano quasi la somma totale dei campionati olandesi disputati.

 

Dal 1965 a oggi i principali club hanno vinto tutti i campionati tranne tre.

 

 

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