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Lorenzo Neri
Mock Draft 2.0
22 Jun 2016
22 Jun 2016
Dalla 1 alla 30, tutte le previsioni sul primo giro del Draft NBA.
(di)
Lorenzo Neri
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Non c’è neanche il tempo di godersi la chiusura di una stagione con uno dei più bei finali della storia del gioco, che la Lega già bussa con il primo passo della stagione successiva: il Draft NBA.

 

Un Draft che non si prospetta particolarmente talentuoso e che, tolte le prime due posizioni che sono ormai definite da tempo, vive di continue incognite, ancora più degli altri anni. Basta una mossa inaspettata par stravolgere i piani dei vari management e farli cadere come tessere del domino, uno dietro l’altro.

 

Limitandoci alla Lottery, ovverosia le prime 14 posizioni occupate dalle squadre che non hanno fatto i playoff (al netto degli scambi), i punti critici sembrano essere due:
- la scelta #3, la prima dopo la coppia Ingram-Simmons - incertezza che si allarga anche all’eventualità che i Celtics cedano la scelta in cambio di un elemento che gli possa far fare il definitivo salto di qualità;

- l’incredibile ascesa di Marquese Chriss.

 

In questo mock cerchiamo di capire quali potrebbero essere le scelte e le motivazioni delle varie squadre impegnate nel primo giro. Sono solo indicazioni, perchè come spiegato in precedenza, basta un nome imprevisto per far saltare il banco. Al massimo ci nasconderemo dietro al solito detto:

.

 

 

(F - LSU)

 

Mano a mano che ci avviciniamo alla notte del Draft, sembra sempre più solida la posizione di Ben Simmons come prima scelta assoluta. I dubbi iniziali dovuti alla versatilità e al ruolo di Ingram, ben più adatti alla composizione del roster attuale dei Sixers, sono stati spazzati via dai continui rumors che vogliono uno tra Noel e Okafor lontani dalla città dell’amore fraterno.

 

La motivazione è chiara: Simmons già da ora ha le stigmate del giocatore generazionale per la sua atipicità, una point guard nel corpo di un’ala forte (

) che comunque mostra margini di miglioramento difensivi. Il tiro rimane un grande punto interrogativo, ma basare la propria #1 sul

della squadra rischia di tramutarsi un errore madornale. Per usare un altro detto dei circoli NBA:

.

 


A LSU Simmons è stato accusato di scarsa aggressività e intensità.
Non so, uno che attacca il ferro così sicuramente non è un gattino.


 

 

(F - Duke)

 

Accontentarsi degli scarti non è mai stato così dolce, qualsiasi giocatore arrivi. I Lakers sono un cantiere che ha appena trovato un direttore dei lavori reduce da due finali e un anello in Luke Walton, e che si avvale di un gruppo di giovani virgulti che sembra completo in tutte le sue forme. L’aggiunta di Ingram in quest’ottica è perfetta sotto ogni punto di vista perché permette di andare a colmare un vuoto senza pestare i piedi alle altre personalità in crescita (Russell, Clarkson, Randle) per creare un nucleo giovane da cui ripartire. Probabile che i primi tempi lo vedremo molto oscillare tra le posizioni di 3 e di 4 in quintetti piccoli, giusto per adattarsi alla maggiore fisicità e mobilità degli avversari.

 

 

(F - Maccabi Tel Aviv)

 

Da questa scelta in poi iniziano le grandi manovre della nottata. Le voci che vogliono i Celtics più che propensi a vendere questa scelta - così come le altre due a disposizione al primo giro, la 16 e la 23 - e qualche loro asset per arrivare a un nome blasonato

, ma a meno che i C’s non scelgano seriamente per conto di qualcun altro, è veramente difficile ignorare un talento come quello di Dragan Bender.

 

Il lungo croato, oltre a incarnare nel migliore dei modi tutte le qualità che un lungo moderno dovrebbe avere (tira, passa, palleggia, va a rimbalzo, difende sui piccoli e protegge il ferro, tutto potenzialmente) è quello con più chances di arrivare un giorno al livello dei primi due. Tutto questo con buona pace dei media USA, che ancora una volta hanno dimostrato la loro cecità verso il mondo oltreoceano ribattezzando il prospetto europeo con esperienza continentale come

. Non impareranno mai, neanche

.

 

 

(F - Washington)

 

La scalata che sta compiendo Chriss nelle Draft Board dei maggiori esperti nel settore è impressionante. Partito da una possibile ma non così probabile scelta in Lottery a maggio, è arrivato ad essere un forte candidato per una scelta nella top-5 nei giorni antecedenti al Draft. La doppia dimensione offensiva da pick&roll, abbinata a doti atletiche irreali lo ha aiutato a conquistare consensi e i Suns, alla disperata ricerca di uno stretch-4 con quelle caratteristiche, sembrano intenzionati a non farselo scappare.

 

Rimane una scelta rischiosa per un ragazzo ancora molto grezzo su alcuni aspetti mentali del gioco (

, intensità), ma il potenziale che si porta dietro è decisamente intrigante.

 

https://www.youtube.com/watch?v=3i58-PuiWBI

Molti dei motivi che spiegano l’ascesa sono in questo video


 

(G - Providence)

 

Le considerazioni da fare su questa scelta sono molteplici: partono dai problemi alla spalla che Dunn si porta dietro sin dal primo anno di college, passano dalla presenza in roster di una point guard già ben rodata come Ricky Rubio e si chiudono con la necessità di Minnie di inserire qualcuno che possa dare tiro sugli esterni, soprattutto con Jamal Murray e Buddy Hield ancora disponibili.

 

Tutte queste considerazioni però vengono spazzate via nel momento in cui ci rendiamo conto che l’allenatore e il GM sono la stessa persona e che questa ha grande considerazione per le point guard esplosive - soprattutto se possono dare contributo difensivo immediato. Esattamente il profilo di Kris Dunn.

 

 

(G - Kentucky)

 

I Pelicans hanno urgente bisogno di aumentare la pericolosità offensiva della squadra, e ne hanno bisogno nel minor tempo possibile. Sebbene Hield possa sembrare la miglior soluzione possibile a breve termine, Jamal Murray è già ora un realizzatore molto più versatile, e in più a 19 anni appena compiuti dispone ancora di ampi margini di miglioramento. Difensivamente è tutto da inventare, ma in una squadra dove di affidabile c’è solo l’apporto di Anthony Davis, il suo innesto potrebbe portare un bel po’ di ossigeno in attacco.

 

 

(G - Oklahoma)

 

Andando a dare un’occhiata le statistiche dei Nuggets ci accorgiamo che i giocatori più utilizzati in stagione sono stati Gary Harris e Will Barton. Alla luce di ciò non sembra aver molto senso puntare su un’altra guardia come Buddy Hield, se non fosse che siamo di fronte al tiratore più letale del lotto, uno di quelli che rischia di condizionare la NBA solo con la sua presenza sul perimetro. E se a questo ci aggiungiamo la presenza di ottimi passatori nel roster attuale allora ci rendiamo conto che Denver potrebbe guadagnarci il suo JJ Redick.
(anche se… quel Jaylen Brown ancora libero…).

 

 

(F - California)

 

Arrivati a questo punto Jaylen Brown (

Pregi e

di Brown negli inappuntabili video di

di DraftExpress) è una scelta che i Kings non possono assolutamente passare, ritrovandosi tra le mani un giocatore con il telaio già ben adattabile ai canoni fisici NBA. È ancora molto indietro dal punto di vista tecnico, ma il suo stile di gioco potrebbe fare breccia nel cuore del neo-coach Joerger per il suo stile molto simile al Grit&Grind in salsa Grizzlies. Poco conta la presenza in roster di Rudy Gay quando hai la possibilità di scegliere un BPA (Best Player Available, il miglior talento a disposizione) di questa portata.

 

 

(FC - Gonzaga)

 

Anche su questa scelta è affisso un cartello con su scritto “vendesi”. I Raptors al momento sembrano intenzionati a non perdere DeMar DeRozan in free-agency e probabilmente useranno tutto ciò che hanno a disposizione per convincerlo a restare, ma qualora non riuscissero a piazzare la scelta in cambio di un veterano, allora è molto probabile che vadano ad aggiungere corpi nel reparto lunghi, considerando anche la situazione contrattuale di Bismack Biyombo. Sabonis potrebbe essere una sorpresa a questo punto del Draft perché rispetto ad altri prospetti del suo ruolo pecca di atletismo, ma nessuno ha

paragonabili alle sue, e nessuno è un giocatore di pallacanestro rifinito come lui.

 

 

(C - Utah)

 

I Bucks stanno costruendo un nucleo attorno a Giannis Antetokounmpo e Jabari Parker, cercando di affiancarli a

capaci di eseguire il proprio lavoro in maniera più che efficace - vedi Khris Middleton e John Henson. La priorità sarebbe quella di aggiungere un portatore di palla o un realizzatore perimetrale con range di tiro, ma vista la penuria di questo Draft in queste due categorie la scelta può ricadere sul centrone austriaco. Poeltl porta con sé una grande consapevolezza di ciò che serve da un giocatore nel suo ruolo, oltre ad un alto tasso tecnico, difesa dell’area e mani molto sottovalutate. Non esiste una

più

di lui.

 

 

(C - Kentucky)

 

Orlando è un’altra franchigia che avrebbe bisogno di pescare un prospetto con grande pericolosità sul perimetro, un giocatore con punti nelle mani e la capacità di mettersi sulle spalle il peso dell’attacco. Purtroppo però il Draft di quest’anno non aiuta le squadre in tarda Lottery con quel tipo di necessità, a meno di discese inaspettate. Ecco perché invece punteranno a puntellare la frontline con un lungo atipico come Labissiere, che ha caratteristiche da stretch-5 per giocare anche assieme a Nikola Vucevic, garantendogli protezione del ferro e aprendogli gli spazi in area.

 

I dubbi sulla sua tenuta mentale non vanno sottovalutati, ed è anche il motivo per cui un prospetto del genere è precipitato dalla top-3 alla fine della Lottery, ma non dimentichiamo che Frank Vogel è un allenatore che ha messo sulla giusta carreggiata un morbidone come Roy Hibbert, rendendolo un All-Star.

 

 

(G - Vanderbilt)

 

Il nucleo dei Jazz sta guadagnando di esperienza anno dopo anno, tanto che si inizia a chiedere quando e se avverrà un movimento che li possa mettere definitivamente sulla mappa nella competitiva Western Conference. Hanno un roster lungo e ben specializzato, ma il ritorno immediato dall’infortunio al crociato di Dante Exum potrebbe non essere così scontato e quindi un minimo di profondità nel ruolo di PG sembra necessario.

 

Baldwin in tal senso sembra la soluzione perfetta: può giocare entrambe le posizioni di guardia e con Hood e Hayward a gestire la maggior parte dei possessi può sopperire ai suoi limiti in regia, facendo valere invece i suoi miglioramenti nel tiro piazzato e sfruttando la sua aggressività e stazza in difesa.

 


Qui vediamo Baldwin (4) mostrare tutta la sua efficienza difensiva.
Raddoppio e recupero immediato sul suo uomo, quanto basta per rovinare l’azione.


 

 

(GF - Michigan State)

 

Il backcourt dei Suns è infarcito di gente con molti punti nelle mani a cui però manca una buona dose di

. La scelta di Valentine sarebbe ideale per le tipologie di giocatori a cui verrebbe affiancato, dove potrebbe fungere da vero e proprio facilitatore con e senza palla in mano, sfruttando la sua intelligenza tattica e una leadership travolgente.
Su di lui si aggirano le ombre di un ginocchio mai a posto e questo potrebbe fargli perdere molte posizioni, ma gli sciamani dello staff medico dei Suns sono notoriamente rinomati per rimettere in sesto anche i casi più disperati.

 

 

(G - Mega Leks)

 

Con l’arrivo di Fred Hoiberg sulla panchina lo scorso anno, i Bulls hanno iniziato a mettere le basi sul futuro creando un nucleo giovane attorno alla figura di riferimento di Jimmy Butler. Il

principale a questo punto sarebbe una PG che faccia da assicurazione sulla salute di Derrick Rose o su un suo eventuale addio, ma preso atto della penuria nel ruolo Chicago potrebbe rinforzare il perimetro con il mix di esplosività e difesa del francese Luwawu. Un modo anche per coprirsi nel caso arrivasse l’offerta giusta per Butler (dura) e cominciare così una lunga ricostruzione.

 

 

(GF - Efes Pilsen)

 

I Nuggets sono i maghi dello scouting europeo e con 3 scelte al primo giro non si lasceranno scappare l’occasione di usare una - ma anche due - di queste per un Draft-and-Stash, scegliendo un prospetto da poter aggregare in futuro alla squadra quando sarà nel pieno della maturità cestistica. In questo caso il nome da non mancare è quello del turco Korkmaz, che in patria ha già un minutaggio consistente tra campionato ed Eurolega e si appresta a guadagnare sempre più spazio. Un talento cristallino dotato di faccia tosta e pericolosità al tiro con cui poter pianificare il passo successivo nella graduale ma intrigante crescita di Denver.

 

 

(FC - Michigan State)

 

I Celtics hanno disperato bisogno di qualcuno che possa garantire intimidazione in area, se poi a questo si aggiunge una spiccata tendenza al

verso il ferro allora si capisce sin da subito che Deyonta Davis può essere la scelta giusta. Davis ha dalla sua atletismo, rapidità e mobilità, è uno dei lunghi più svelti del lotto; non sembra avere idea di come funziona la parte tattica e deve essere istruito a menadito, scolarizzato dalla A alla Z, ma in questo ambito coach Stevens è uno dei più preparati.

 

 

(G - Notre Dame)

 

Con Mike Conley diretto verso altri lidi alla ricerca di una seria caccia all’anello, i Grizzlies si ritrovano con un buco nel ruolo di point-guard. Demetrius Jackson ha letture su pick and roll e un interessante profilo fisico-atletico nonostante le misure non eccelse, e potrebbe essere un bel progetto come futuro titolare e come scarica di energia dalla panchina nell’immediato.

 

 

(FC - Marquette)

 

Il range di scelta di Ellenson è uno dei grandi misteri di questo Draft - potrebbe esser scelto alla 10 come cadere fino alla 20. Nonostante sia uno dei lunghi maggiormente talentosi in attacco, abile a mettere palla a terra sin dal proprio canestro, la sua scarsa propensione difensiva e le grosse incognite sul ruolo che dovrebbe ricoprire in NBA lo potrebbero far scivolare fuori dalla Lottery. Difficile che Van Gundy e i Pistons se lo lascino scappare nel caso arrivasse fino a loro, vista la mancanza di un lungo versatile da affiancare a Drummond.

 

https://www.youtube.com/watch?v=Fno4RtREYJQ

Il trattamento di palla è comunque l’ultimo dei problemi per Ellenson


 

 

(C - Mega Leks)

 

Come detto in precedenza, i Nuggets potrebbero usare anche questa scelta per prendere qualche giovane europeo di buone speranze e lasciarlo a farsi le ossa nel Vecchio Continente. In questo caso gli obiettivi principali potrebbero essere i due croati Ivica Zubac e Ante Zizic:
il primo, per stazza e potenziale difensivo, sembra essere la scelta più sensata in chiave futura.

 

 

(FC - Kansas)

 

Ritrovatasi dopo 5 anni a far fronte al cambio della guida della squadra, la dirigenza di Indiana dovrà cercare di aggiungere materiale per creare la miglior squadra possibile attorno a Paul George e Myles Turner. Realisticamente non sembra esistere a questo punto del Draft un giocatore capace di cambiare l’oroscopo di una franchigia o di fare parte delle rotazioni sin dal giorno-1, quindi un prodotto grezzo come Diallo potrebbe essere levigato in modo tale che la sua inesauribile energia sia sempre a disposizione della squadra. Tutto questo sperando che ci sia molto di più di quel poco dimostrato a Kansas.

 

 

(F - Baylor)

 

Dopo un anno in cui hanno fatto di tutto per trovare un modo di sopperire alla partenza di DeMarre Carroll, gli Hawks potrebbero ritrovarsi un suo possibile clone a questo punto del Draft. Prince ha tutto del

- ha stazza e fisicità, tiro dagli angoli e difesa aggressiva su più ruoli - insomma tutto ciò che rispecchia il marchio di fabbrica dell’ala ora ai Raptors. Per la sostituzione di Horford invece,

.

 

 

(GF - St. Joseph’s)

 

Rimanendo in tema di versatilità sui due lati del campo, DeAndre Bembry si candida per essere uno dei giocatori più sottovalutati di quest’anno. Un vero e proprio coltellino svizzero capace di agire con e senza palla e di dare una mano alla squadra in tutti gli aspetti del gioco, sperando che le percentuali al tiro si aggiustino con il calare delle responsabilità. Charlotte necessità di allungare la panchina con un giocatore del genere, soprattutto se consideriamo i continui problemi fisici di Kidd-Gilchrist e la possibile partenza di Nicolas Batum.

 

 

(C - Cibona)

 

La terza scelta di Boston può proiettarsi sul lungo croato, un centro mobile e incredibilmente maturo che non ha paura di assestare e subire colpi nei pressi del canestro, abile a giocare dando sempre il massimo in campo. In più, sembra che mezza Europa, quella che conta, sia sulle sue tracce, quindi i C’s potrebbero sceglierlo per mantenerne i diritti e richiamarlo quando ne avrà l’occasione.

 

 

(G - Syracuse)

 

Dopo aver saccheggiato le scelte dei lunghi degli ultimi tre Draft, Philly ha necessità di aggiungere profondità sugli esterni e di farlo con elementi che possano comunque garantire margine di lavoro per i prossimi anni. Richardson è esploso durante il torneo NCAA ed ha confermato questa crescita nei workout con le squadre. Rimane una scelta rischiosa perché è giocatore ondivago e dalle scelte di tiro rivedibili, ma alla 24 il gioco può valere la candela.

 

 

(GF - UNLV)

 

Ricordate i Clippers che si sono affacciati ai playoff partendo in quintetto con Luc Richard Mbah-a-Moute, professionista stimato ma un po’ datato come giocatore per ruolo ed efficacia? Ecco, la necessità di un 3&D potrebbe portarli a scegliere uno sleeper come McCaw, che nella disastrata stagione di UNLV ha fatto vedere ottimi lampi in difesa (2.5 rubate) e tiro dagli angoli (43% a sinistra, 53% a destra), qualità che in NBA e nel ruolo di 3 iniziano ad essere più che fondamentali.

 


Strip&Score, specialità di casa-McCaw


 

 

(G - Kentucky)

 

Questa probabilmente è la point-guard più completa di tutto il Draft, capace di cambiare velocità al gioco a seconda di come volge la partita, un pericolo costante nel pick and roll per visione di gioco e soluzioni realizzative, capace di mettere incredibile pressione sulla palla sin dalla rimessa da fondo e dotato di leadership innata… peccato che tutto questo è inglobato nel corpo di un ragazzo di appena 175 cm e 75 chili circa, dimensioni difficilmente sostenibili nel gioco di oggi. Philly però ha i concetti difensivi per coprirlo a dovere, e se riuscissero a farlo esprimere al meglio come generale in campo rischia di essere un innesto sottovalutato.

 

 

(G - Florida State)

 

Un altro possibile

potrebbe essere Beasley, guardia dalle spiccate doti realizzative derivanti dal tiro in sospensione, con cui riesce a essere pericoloso lontano dalla palla grazie all’ottima meccanica e a un’elevazione che gli permette di concludere sopra la testa di molti. Non molto affidabile in difesa per ora ma i Raptors hanno bisogno di gente con punti nelle mani, anche a costo di doverli temporaneamente parcheggiare in D-League.

 

 

(F - North Carolina)

 

Sicuramente non un elemento che promette molto dal punto di vista del potenziale, ma che sa sfruttare al meglio la sua incredibile reattività per essere un fattore a rimbalzo e nei pressi del canestro. Johnson sa fare poche cose in campo ma quelle che gli riescono le fa estremamente bene e rischia di essere un giocatore che con impegno e caparbietà può sopperire in maniera ottimale ai suoi limiti (range di tiro e ruolo).

 

 

(FC - High School)

 

Maker è l’ultimo delle

a fare il suo ingresso nella Lega. Da due anni a questa parte i video delle sue gesta invadono la rete, ammaliati dall’estrema atipicità del suo gioco, nel vedere un sette piedi abbondante molto più a suo agio sul perimetro che in area. Purtroppo però l’

non è andato di pari passo con la crescita del giocatore, che però sembra abbia fatto faville nelle interviste per la mentalità e la voglia di emergere. Gli Spurs sono maestri nell’arte di far rendere al meglio i loro giocatori, chissà che questa non sia l’ennesima volta.

 


Beh, a quota 7-1 rimane un gesto decisamente interessante


 

 

(F - Michigan)

 

Esistono giocatori che purtroppo devono fare i conti con la sfortuna fin dai primi anni della loro carriera. Caris LeVert fa parte di questo gruppo: talento da Lottery per la capacità di abbinare playmaking a estrema pericolosità dall’arco (46% da 3 al college) in un corpo di ben oltre 2 metri a cui hanno attaccato anche due braccia infinite, ma anche un piede, il destro, che non gli ha mai dato la possibilità di giocare con continuità negli ultimi 2 anni, costringendolo a ben 3 operazioni. Chiaro che l’allarme risuoni prepotentemente nei corridoi delle

NBA, ma Golden State ha la solidità per permettersi scommesse di questo punto, e di vincerle. E LeVert è un talento che merita una chance.

 

 

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