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Manuel Tracia
L'apprendistato di Le'Veon Bell
15 Apr 2016
15 Apr 2016
Dopo aver saltato la scorsa stagione per infortunio, il running back del futuro è pronto a tornare.
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Manuel Tracia
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Lo scorso 1° Novembre gli Steelers sono volati in Ohio sul campo dei Cincinnati Bengals per una delicata sfida divisionale. I Bengals a sorpresa erano una delle poche squadre ancora imbattute del campionato, mentre gli Steelers ci arrivavano con un record di 4-3, figlio di qualche problema di infortuni, di qualche assenza per squalifica e per un grosso problema nella posizione di kicker. Il running back Le'Veon Bell, dopo aver saltato le prime 2 partite della stagione per sospensione, ritrovava i Bengals dopo l'infortunio patito contro di loro nell'ultima partita del 2014. Infortunio che gli costò la gara di wildcard contro i Baltimore Ravens.

 

A metà secondo quarto sono ancora le difese a dominare. Dopo un brutto punto dei padroni di casa, Pittsburgh riparte dalle 50 e ha nelle mani il drive dell'allungo. Big Ben Roethlisberger è appena rientrato da un infortunio che l'ha tenuto fuori un mese e, anche se con qualche difficoltà, sta conducendo i suoi sul 7-6. Parte dalla shotgun formation e, come spesso è accaduto negli scorsi due anni, pesca Le'Veon Bell fuori dal backfield. Bell si può considerare il miglior running back in ricezione della lega. Nel 2014 ha ricevuto per ben 854 yard. Praticamente come un buon wide receiver e più di gente come Larry Fitzgerald o Keenan Allen, il tutto però correndo anche per 1361 yard totali.

 

Bell riceve e cerca di sgusciare verso l'esterno e sfuggire all'arrivo del linebacker Vontaze Burfict che lo raggiunge da dietro e lo placca. Nel placcaggio la gamba di Bell si pianta sul terreno, il ginocchio subisce una rotazione assolutamente innaturale. Il giocatore rimane a terra dolorante davanti la propra sideline e viene trasportato negli spogliatoi. Qualche ora più tardi si scoprirà che gli è saltato il legamento collaterale è che la sua stagione 2015 è terminata dopo appena 6 presenze.

 

La week 8 della stagione 2015 ha mietuto parecchie vittime in NFL. Saranno oltre una quarantina gli infortunati alla fine del week end, di cui almeno 7 i cosiddetti

. Tra di loro nomi come Steve Smith Sr, Keenan Allen, Cameron Wake e, appunto, Le'Veon Bell.

 



La sua è una storia come tante. Povertà, quartieri duri di periferia, madre single – da cui Le'Veon ha ereditato il cognome Bell – e una sola via di uscita : il football. È lo zio Clarence che lo  inizia al  football

contro la volontà della madre, nonostante quest'ultima fosse una appassionata tifosa dei Pittsburgh Steelers. Le'Veon è così costretto a sgattaiolare fuori casa per poter giocare con suo cugino. Fin da giovanissimo Le'Veon è più alto, più forte e più veloce di quelli della sua età e ha una leggiadria naturale nella corsa. Oltre a un discreto talento per correre con la palla in mano. Una sera durante una partita di un campionato di sixth grade (la nostra prima media) dagli spalti si leva un boato di stupore. Qualcuno per la prima volta nel campionato è riuscito a placcare Le'Veon Bell.

 







 

Ma Lisa Bell si deve ricredere sul football quando il giovane Bell esordisce alla Roveport Madison High School in Ohio dominando ogni singolo venerdì sera. Troppa differenza atletica tra lui e gli altri. Chiude l'avventura in maglia Cruisers con 43 touchdown e oltre 3000 yard corse, ma uno con quel fisico lì non può limitarsi al football. Eccelle anche nel basket e, nemmeno a dirlo, nell'atletica : 100 e 200 metri e soprattutto salto in alto – in cui fissa il primatopersonale a 2,03: non da tutti.

 

Ma non è tutto così semplice. A livello accademico Le'Veon fatica molto e nonostante i successi sportivi è considerato “appena”

nazionale. Il suo sogno, come quello di ogni ragazzino del Ohio, è quello di giocare per gli Ohio State Buckeyes, ma con quei voti scolastici è impensabile attrarre i grandi college di first division e le proposte interessanti scarseggiano. Si fanno avanti solamente Bowling Green, Eastern Michigan e Marshall University.

 

L'assenza del padre, uscito di casa quando lui aveva appena 2 anni, viene colmata in questo periodo dal suo mentore Donis Toler jr. Toler, figlio di un leggendario coach di high school, aveva bazzicato il mondo collegiale qualche anno prima proprio come running back. Da

ai Buckeyes fino a diventare all-conference in un college di division III. Appese le scarpette al chiodo Toler divenne poi il preside di una high school vicino a Columbus, Ohio.

 

Durante il primo giorno del nuovo anno scolastico Toler sta passeggiando nei corridoi quando vede un gruppo di ragazzi accalcati. Pensa subito “ecco, già una rissa il primo giorno” e invece sono Le'Veon e alcuni suoi amici che ballano a passo di musica. Quel ragazzo gli ricorda sé stesso da giovane. Quartieri difficili, un gran talento palla in mano e un’unica via di uscita. Da quel momento Toler prende sotto la sua ala protettiva quel ragazzo pieno di energia e lo accompagna nella sua crescita dentro e  fuori dal campo. ed è proprio Toler  a spingere per una dignitosa borsa di studio.

 

Ma come detto le offerte scarseggiano e non avrebbe avuto molte chance se non avesse cambiato ruolo. Gli propongono di passare dall'altra parte della barricata: linebacker o strong safety, ma lui vuole dimostrare di poter correre palla in mano. Guarda i giocatori valutati più di lui e non si capacita di cosa li renda migliori. Donis  continua a ripetergli un mantra di suoi padre, Toler Sr : ”La vita è dura ma giusta”.

 





 

Bell non si arrende ,continua a cercare una borsa di studio e, a campionato di football concluso, a giocare a basket nell’attesa di notizie migliori.

 

Notizie che arrivano in una serata di primavera, dopo una partita contro  Pickerington Central, in cui Bell mette a segno 33 punti. Quella sera tra gli spalti si annida uno scouting, tale Don Enos oggi assistente ad Arkansas, venuto alla partita per osservare un altro giocatore. Don però torna al campus con un altro nome in testa, quello di Le'Veon.

 

Due giorni dopo il coach di Michigan State Mark Dantonio, assistente proprio di Toler Sr alla Zanesville High School, chiama Donis per avere qualche informazione sul giovane e sconosciuto Bell. La garanzia del vecchio amico e gli inaspettati problemi nel reparto per gli Spartans aprono una opportunità ormai insperata.

 

A Michigan State si accorgono presto di come Bell sia un vero freak. Velocità, agilità, potenza, imponente struttura fisica e un’energia infinita. Le'Veon si diploma a 200 libbre ma già nell'anno da freshman supera le 230. C'è un

eloquente nel suo primo anno a Michigan State in cui Brad Salem, ex coach dei running back, e un giovanissimo Kirk Cousins - oggi QB dei Washington Redskins - ne tessono le lodi.

 

Gli Spartans sono partiti 8-0 per la prima volta dal lontano 1966 in quella stagione e Bell è già diventato una pedina importante dell'attacco.  Bell è ormai un ragazzone di 188 cm x 105 chili. Nel video Le'Veon è inquadrato a mezzo busto e senza protezioni si nota ancora meglio quanto sia imponente. Questa struttura e l'incredibile atletismo gli permettono di fare di agilità e potenza i suoi punti di forza e di essere contemporaneamente un validissimo bloccatore contro i passaggi. Se a questo aggiungiamo due mani “educatissime” fuori dal backfield, si capisce perché Le'Veon ben presto si dimostri uno dei più completi running back della nazione. Quella squadra finisce la stagione 11-1 ma viene malamente sconfitta nel Capital One Bowl da Alabama che manda a segno gente del calibro di Julio Jones, Mark Ingram, Trent Richardson e Eddy Lacy.

 

Nell'anno da sophmore supera per la prima volta le 1000 yard di total scrimmage e continua ad irrobustirsi superando le 240 libbre. La stagione finisce 11-3 con l'ultima sconfitta al  Big Ten Championship Game, contro Wisconsin di Russell Wilson, che preclude la partecipazione al Rose Bowl. Gli Spartans si dovranno accontentare della vittoria nel meno prestigioso Outback Bowl contro Georgia dopo 3 overtime. Le'Veon continua a strabiliare per la moltitudine di cose che riesce a fare in mezzo al campo. Tagli repentini, corse potenti, salti (

) sui difensori. Con queste premesse nell'anno da junior sfiora le 2000 yard di total scrimmage, diventando il perno dell'attacco Spartans. Nella partita contro Boise State arriva a toccare il pallone la bellezza di 50 volte per oltre 260 yard complessive. Prima dell'anno da Junior non aveva mai superato le 20 portate, ma  finirà la stagione con 10 partite sopra le 20. Si parla addirittura di  profumo di Heisman Throphy all'inizio dell'anno, ma la stagione dei suoi vira a sud e alla fine non viene considerato per il premio che poi andrà a Johnny Manziel.

 



Eppure qualcosa non va. Bell sta giocando il miglior football della sua giovane carriera ma capisce che qualcosa lo sta limitando. Ha raggiunto le 245 libbre (oltre 111 kg) e capisce che questa sua struttura potrebbe essere in realtà un limite e non un valore aggiunto. Si è sempre considerato un

, ma se non fosse questa la sua vera natura? Non ha mai chiuso una corsa sopra le 40 yard e inoltre da lì a qualche mese si terrà la NFL combine e ha paura che la sua mancanza di pura velocità  lo possa danneggiare agli occhi degli scout.

 

Tra l'ultima partita della stagione contro Minnesota e il Buffalo Wild Wings Bowl contro TCU passano appena 36 giorni in cui Bell

(oltre 3,5 kg). Bell gioca, corre 145 yard, segna il TD del sorpasso nel 4° quarto, vince il premio di MVP e si dichiara eleggibile per il prossimo draft. Ma il percorso del nuovo Bell è appena iniziato. Bell arriverà alla NFL combine vicino a quota 230 libbre.

 

La sua prova nella

con 4,60 secondi, raccoglie solamente il 15esimo tempo tra i running back. Ma è nella prova del

che da il meglio di sè. Con 6,75 secondi raccoglie il terzo tempo assoluto e dimostra che l'agilità è la sua arma forte e fattore mentre sulla velocità si può lavorare, limando ancora il peso. Questo significa perdere forza ma il gioco vale la candela. Nonostante l'ottima carriera collegiale Bell non è considerato dalla maggioranza degli scout nemmeno come uno dei primi 5 RB di una classe, a parer loro, tutt'altro che eccellente.

 

Entrando nel draft viene e paragonato a LeGarrette Blount segno che nemmeno gli analisti si sono accorti della trasformazione in atto. Blount diventerrà effettivamente suo compagno di squadra poche settimane dopo quando proprio Tomlin e suoi Steelers lo selezioneranno durante il secondo giro, per la immensa gioia di mamma Lisa. Ancora una volta Bell viene sottovalutato, 48esima scelta assoluta ma seconda tra i running back dietro a Giovani Bernard.

 

L'anno da rookie comincia però con qualche difficoltà. Prima

per un infortunio al ginocchio  poi un problema al piede lo tiene fuori anche nelle primetre partite della stagione.. La prima boccata di football professionistico arriva solamente durante la quarta settimana di regular season e l'impatto non è dei migliori. Fatica ad ingranare e, incide poco. Finirà comunque con 854 yard ma con una media di appena 3.5 a portata con ben 5 gare sotto le 3 yard a portata. Ma Bell è giovane, è inserito in un contesto che sta passando una stagione di transizione, e ha fatto comunque intravedere buone cose.

 

Il primo approccio alla fisicità della NFL non è facile, specie per un RB che deve affrontare defensive lineman e linebacker navigati, con 20 libbre di meno. Ma acciacchi a parte i risultati non tardano ad arrivare, perché Le'Veon non demorde e

 : «Quando l'opportunità si presenta devi provare a guadagnare 70 yard invece che accontentarsi di 8. Questa è la differenza. Due passi, far mancare al difensore il tackle ed essere in grado di scappare da chiunque».

 

Nella stagione da rookie sono 9 le giocate da almeno 20 yard ed è l'ultima cosa che mancava al suo repertorio. Raramente si sono viste esplosività, velocità di piedi, agilità e accelerazioni repentine, pazienza nel leggere i blocchi, elusività in un solo running back e per di più di quasi 188 cm. E nonostante nessuno si aspettasse una stagione come quella avuta da Bell nel 2014, gli elementi erano tutti lì alla luce del sole.

 

Nell'esordio stagionale nel 2014, contro i Browns nella trasferta a Cleveland, c'è un’azione che è forse paradigmatica di quello che sarà la sua stagione, e probabilmente tutta la sua carriera. Bell riceve palla dalla shotgun,senza fretta legge con pazienza la situazione e aspetta il varco sul secondo livello. Col primo taglio scivola via dal disperato tackle da dietro di Phil Taylor poi parte finalmente il Bell show. Con il secondo taglio verso l'interno manda a raccogliere margherite sia Gilbert che Gipson, con il terzo passa letteralmente in mezzo alle braccia di Bryant e Whitner, col quarto si beffa di Sheard e Haden, poi resiste al tackle di Skrine prima che Antonio Brown gli liberi la strada verso un incredibile 40 yard touchdown. 8 giocatori impotenti contro la furia di Le'Veon. Una visione, una progressione, una agilità e un controllo di ogni centimetro del proprio corpo fuori dal normale.

 

https://www.youtube.com/watch?v=PaT4HR9SzqM

 

Bell Ha trovato un incredibile equilibrio tra stazza fisica e agilità che gli ha letteralmente fatto cambiare marcia. Se non ha mai avuto paura dei contatti, né gli è mai mancata la voglia per combattere per extra yard, è di certo l'elusività la sua arma preferita. Se corre per ben 3,1 yard di media dopo il primo contatto con il difensore, forza addirittura un tackle mancato ogni 3.4 portate. L'anno finisce in crescendo e diventa un'arma imprescindibile per l'attacco Steelers. Supera 4 volte quota 100 yard corse e vola  ben 5 volte sopra le 70 yard ricevute. Chiuderà con un irreale 2215 yard di total scrimmage. Purtroppo la sua stagione si chiude sul più bello con un infortunio patito all'ultima gara di regular season contro i Bengals che gli farà saltare la wildcard, poi persa dai suoi Steelers, contro i rivali dei Baltimore Ravens.

 

Dopo l'anno dell’ esplosione – e dei riconoscimenti personali come il Pro Bowl - ci si aspettava un 2015 da assoluto protagonista. Eppure la stagione parte in modo malaugurato già in off season.  In aprile viene sospeso dalla NFL per le prime 3 partite (poi scese a 2) della successiva stagione per un episodio dell'estate precedente. Nel primo pomeriggio del  20 agosto 2014 infatti, mentre è in auto con qualche  amico tra cui il compagno di squadra LeGarrette Blount, viene fermato dalla polizia. Dalla macchina esce un forte odore di marijuana e Bell viene così arrestato per possesso di marijuana e per guida in stato alterato, causando un evidente imbarazzo a società e alla famiglia. Se riesce a farsi perdonare agli occhi degli Steelers con una stagione super, questo di certo non basta agli occhi della lega. La squalifica lo inibisce, oltre che dal campo, dalle strutture della società. Ma questo non ferma il duro lavoro di Le'Veon Bell che continua ad allenarsi in Florida e si presenta a settembre tirato a lucido, con solo il

.

 

https://twitter.com/L_Bell26/status/618877430359564288

 

E i risultati si vedono. Quando Ben Roethlisberger si infortuna al ginocchio, Le'Veon diventa il punto di riferimento offensivo della squadra. In  6 partite colleziona tre uscite sopra le 110 yard corse e trascina i suoi a 3 vittorie. Tiene medie irreali per un giocatore che deve sopportare quasi interamente il peso dell'attacco e contro delle difese che, senza il QB titolare, rivolgono tutte le attenzioni sul #26. 92.7 yard a sera e 4.9 yard a portata, entrambi career high. Avesse giocato 16 partite a queste medie avrebbe finito la stagione con 1483 yard corse, a sole 2 yard dal leader di fine anno Adrian Peterson.

 

Purtroppo è in contemporanea con il rientro di Roethlisberger la sua stagione si chiude a causa di un  brutto infortunio al ginocchio. La loro stagione insieme è durata appena due spezzoni di gara e gli Steelers sono capitolati ai playoff contro i futuri campioni i Denver Broncos. Le'Veon sta affrontando l'ennesima novità della sua ancora giovane avventura NFL, ovvero come recuperare dal peggior infortunio in carriera e tornare più forte di prima. Ma Le'Veon affronta ogni sfida con un sorriso e tanta determinazione. La vita è “dura ma giusta”: «Riguarda il sacrifico. Significa che, se lavori duro, alla fine della giornata la vita sarà giusta in proporzione a quanto hai lavorato sodo».

 

 

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