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Marco De Santis
Il portafoglio dell'Inter
14 Jun 2017
14 Jun 2017
Una guida ai ragionamenti economici che influenzano le scelte della dirigenza nerazzurra.
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Marco De Santis
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Il punto di partenza per riflettere sul prossimo mercato estivo dell’Inter è quello che anche quest’anno dovrà fare i conti con il Fair Play Finanziario: se, da una parte, Suning sembrerebbe avere tutta l’intenzione di investire pesantemente nel potenziamento della squadra, dall’altra il “Settlement Agreement” concluso con l’Uefa è ancora in vigore almeno fino al 30 giugno 2018. Contrariamente a quanto è stato scritto da alcuni, secondo cui si chiuderebbe il prossimo 30 giugno. Anzitutto, quindi, vale la pena di chiarire lo spazio di manovra dei nerazzurri prima di ipotizzare i possibili nuovi acquisti.

 

 



 

Un dato sul quale sono tutti d’accordo è che l’Inter dovrà generare circa 40 milioni di plusvalenze entro questo 30 giugno (potrebbero essere un po’ meno se Suning riuscirà a chiudere in extremis nuove sponsorizzazioni sul mercato cinese). Una decina dovrebbero arrivare dai riscatti di Juan Jesus (Roma) e Taider (Bologna), gli altri verranno trovati probabilmente con una sola cessione importante (favoritissimo Perisic, ammortamento residuo 11,4 ma 40 milioni offerti dal Manchester United, contro i 50 richiesti dall’Inter, ed è probabile una chiusura a metà strada che accontenterebbe entrambe) oppure Brozovic (4 milioni di ammortamento residuo e un valore che fino alla scorsa primavera superava i 30 milioni, ma che dopo un campionato piuttosto deludente non sembra più avere molti estimatori).

 

Utili per raggiungere l’obiettivo potrebbero essere anche Banega (ammortamento di 3 milioni, dovuto alle commissioni relative al suo acquisto a parametro zero) e Murillo (5 milioni, sempre di ammortamento). Più difficile ipotizzare le cessioni di Kondogbia (troppo alto in questo caso l’ammortamento residuo, pari a 24,3 milioni) e Gabigol (ancora 23,6 milioni di ammortamento, per lui sembra più probabile la cessione in prestito) o una buona plusvalenza da Jovetic (9 milioni di ammortamento).

 

Ma non è da escludere l’interesse, nel caso in cui arrivi un’offerta indecente per la cessione di Icardi, che genererebbe una plusvalenza praticamente uguale al suo prezzo e la cui vendita aprirebbe la caccia a un grande giocatore in attacco.

 

E però, anche una volta raggiunto l’obiettivo minimo, l’Inter non avrà affatto mano libera dalla Uefa come si dice.

richiede per il triennio 2015/18 un passivo non superiore ai 30 milioni di euro (costi virtuosi esclusi), cifra già raggiunta dal passivo 2015/16 a cui sarà affiancato il probabile pareggio nel 2016/17 (se verranno, appunto, concluse le plusvalenze richieste).

 

Va da sé, quindi, che anche per il 2017/18 è richiesto un nuovo pareggio di bilancio che potrebbe, quello sì, consentire all’Inter di uscire dalle restrizioni imposte dalla Uefa al termine della prossima stagione (fermo restando che i nerazzurri, come tutte le altre società, potrebbero rientrarci in caso di sforamenti futuri).

 

Precisato tutto questo (e ricordando di passaggio che l’Inter non avrà a disposizione sul bilancio 2017/18 i 10 milioni circa incassati quest’anno con la partecipazione all’Europa League) è possibile stimare intorno ai 60 milioni la quantità di denaro che la dirigenza nerazzurra dovrà racimolare con ulteriori plusvalenze, tagli di stipendi e ammortamenti, o con un’ulteriore crescita dei ricavi nella prossima stagione. E per riuscirci potrà sfruttare lo stesso escamotage usato quest’anno: utilizzare il mese di giugno del 2018 per mettere a posto eventuali conti in disordine con la cessione di qualche giocatore capace di generare importanti plusvalenze.

 

 



 

Basandoci sul modo di operare di Suning di quest’anno probabilmente verrà seguita proprio questa strada: alcuni investimenti importanti verranno fatti inizialmente “in perdita” rispetto alle richieste del Fair Play, approfittando anche delle capacità di Sabatini di generare plusvalenze per far sì di aumentare il budget per gli acquisti.

 

C’è quindi da aspettarsi un mercato piuttosto vivace nel quale non possono essere esclusi colpi costosi, come se non di più di quelli di visti l’anno scorso con Joao Mario e Gabigol (magari con un successo tecnico diverso). Dobbiamo quindi aspettarci un mercato che punterà da una parte al rafforzamento della rosa, e dall’altra alla possibilità di convertire alcuni nuovi acquisti in possibili plusvalenze nelle prossime estati, in modo da aiutare il bilancio affiancandosi allo sperato aumento dei ricavi da sponsor e tramite i risultati sportivi.

 

In difesa è molto probabile l’arrivo di due terzini di buon livello e medio costo: a oggi si parla dell’interessamento per Vrsaljko, Danilo, Mendy, Conti e Samir, ma anche di due giocatori in ascesa che sarebbero colpi più “alla Sabatini” come Dalbert e Diakhaby. A questo va aggiunto anche un forte centrale: l’Inter è la squadra che più di tutte potrebbe sfruttare la necessità di fare cassa entro il 30 giugno della Roma, cosa che rende quanto meno verosimili le voci di un interessamento per uno fra Manolas e Rudiger. A questo proposito va ricordato che gli acquisti effettuati entro il 30 giugno, a differenza delle cessioni, non pesano sul conto economico 2016/17 in quanto l’ammortamento per i residui giorni che ci separano dal 30 giugno sarebbe irrisorio anche nel caso in cui venisse contato, cosa che usualmente non viene comunque fatta.

 

A centrocampo si parla almeno di un grande giocatore: anche qui per il discorso di prima non è impossibile, almeno in linea teorica e senza tenere conto del potere decisionale della Roma, l’arrivo di uno fra Nainggolan e Strootman. Anche il nome di Tolisso (ufficialmente passato al Bayern di Monaco in queste ore) conferma se non altro la caratura del giocatore ricercato in mezzo al campo.

 

In attacco invece il sogno sembra essere Di Maria, ma sarebbe possibile solo se Suning volesse fare una pazzia economica perché le richieste di PSG e giocatore sono molto elevate. Un po’ più fattibili, invece, le trattative con i francesi per Marquinhos e Krychowiak (economicamente impossibile, salvo sorprese, Verratti). A quanto pare è sempre vivo l’interessamento su Berardi e Bernardeschi.

 

Si può concludere, quindi, che se da una parte non è vero che Suning sarà lasciata libera dalla Uefa di spendere quello che vuole, dall’altra la dirigenza può mettere a disposizione i fondi necessari per fare un ricco mercato, a patto che questo venga affiancato dalla capacità di generare importanti plusvalenze. E, ripeto ancora una volta, il discorso è valido non solo fino al 30 giugno 2017, ma anche nel periodo che andrà dal prossimo 1 luglio al 30 giugno 2018.

 

 

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