Esclusive per gli abbonati
Newsletters
About
UU è una rivista di sport fondata a luglio del 2013, da ottobre 2022 è indipendente e si sostiene grazie agli abbonamenti dei suoi lettori
Segui UltimoUomo
Cookie policy
Preferenze
→ UU Srls - Via Parigi 11 00185 Roma - P. IVA 14451341003 - ISSN 2974-5217.
Menu
Articolo
(di)
Manuel Tracia
Guida ufficiosa alla NFL 2016/17
08 set 2016
08 set 2016
La NFL riparte stanotte proprio da dove la avevamo lasciata.
(di)
Manuel Tracia
(foto)
Dark mode
(ON)

Dopo mesi di speculazioni, squalifiche, arresti, infortuni, chiacchiere più o meno assortite e fantasy draft, la NFL è pronta finalmente a ricominciare davvero. Riprenderà proprio da dove aveva finito, da quel Broncos-Panthers che a Febbraio aveva assegnato il titolo. Tanto è cambiato per i campioni in carica e tanto è cambiato per la NFL, che nel frattempo ha perso alcuni dei suoi interpreti già illustri come Charles Woodson, Calvin Johnson e Marshawn Lynch.

 

Ma la NFL non è una lega che si piange addosso, quindi ecco una lunga panoramica sulla stagione 2016.

 





 



Quando pensiamo alla NFC North non possiamo fare a meno di pensare ad una popolazione che ha dedicato la vita della città intera al football, quella di Green Bay, e che soprattutto negli ultimi anni è stata ampiamente ripagata per soddisfazioni ottenute.

 

Ci sarebbe però un insidia concreta che si cela dietro al loro presunto dominio annunciato, i Minnesota Vikings che in cabina di regia hanno il mio quarterback preferito tra i giovani, Teddy “B-good” Bridgewater, e che, se non fosse stato per la sventurata prova del loro kicker contro Seattle negli ultimi playoff, si sarebbero ulteriormente legittimati come nuova potenza nella NFC.

 

Il problema, però, è che prima della quarta gara di pre-season, proprio Bridgewater si è infortunato in allenamento. Un infortunio al ginocchio così cruento che alcuni compagni hanno iniziato ad avere il voltastomaco. Si è capito subito che molto probabilmente non vedremo il gioiellino dei “Vikes" in campo quest’anno.

 

Con Chicago eterna incompiuta (e senza due pedine cardine come Martellus Bennett e Matt Forte), e Detroit che vuole ripartire da zero con l’ex Patriots Bob Quinn, i Vikings avrebbero avuto più di una chance per spodestare Green Bay che però, allo stato attuale delle cose, sembra non avere rivali per il titolo divisionale.

 



Concordo: i Green Bay Packers sono ancora la squadra più quadrata. Il ritorno dall’infortunio di Jordy Nelson e l’arrivo di un talentuoso, ma discontinuo, tight end come Jared Cook dovrebbero fornire le giuste armi ad Aaron Rodgers che l’anno scorso dopo un buon inizio si è normalizzato in un contesto tecnico insufficiente. Per l’attacco incombe sempre l’incognita del peso forma di Eddy Lacy ma la difesa sembra in grado di supportare Rodgers e compagni tranquillamente fino alla post season.

 

Dispiace invece parecchio per Bridgwater. Con lui i Minnesota Vikings erano veramente vicini a diventare

nella NFC. L’anno scorso sono andati meritatamente ad un kick dall’eliminare una squadra, magari appannata ma competitiva, come i Seahawks. E proprio questi “Vikes", al completo, mi ricordavano da vicino i Seahawks del 2014. Sembrano crederci anche nel Minnesota, tanto che per sostituire il loro starting quarterback hanno speso un 1° e un 4° giro per Sam Bradford. Mossa che mi intriga molto. Certo, entrare in una offense a otto giorni da week 1 non è il massimo, ma considerando la forte difesa e il fattore Adrian Peterson, Bradford potrebbe limitarsi ad essere un game manager di successo.

 

Sono meno pessimista per quanto riguarda i Bears, che dopo anni difficili potrebbero raggiungere lidi finalmente migliori. Le partenze di Bennett e Forte dovrebbero essere almeno in parte colmate dal ritorno di Kevin White da affiancare ad Alshon Jeffrey. Mentre non sono da sottovalutare le aggiunte sul lato difensivo della palla che il front office ha operato per far tornare la difesa dei Bears temibile. Trevathan non sarà forse insostituibile per i campioni ma resta un “

” e Leonard Floyd è un rookie di grande talento che può dare un contributo immediato alla causa.

 

Più transitoria la stagione per i Lions che devono capire come si vive senza Megatron (ci proveranno con la coppia Golden Tate – Marvin Jones) e devono assolutamente provare a tornare ai livelli difensivi di due anni fa per avere qualche possibilità in questa division.

 

https://www.youtube.com/watch?v=5kc00zoZZsc

Purtroppo l’infortunio accorso a Bridgewater ci ha negato di vedere cose come questa la prossima stagione.



 

 



 



Nel momento in cui scriviamo c’è un asterisco grosso come una casa nella casella dei Dallas Cowboys; con Tony Romo, il quarterback titolare, fuori 6/10 settimane per infortunio, e il rookie Dak Prescott (molto promettente) che deve ancora assaggiare le partite che contano. Insomma, non possiamo fare troppo affidamento su quello che almeno tempo fa era considerato

.

 

La strada sembra essere spianata per i Redskins, che lo scorso anno si sono dimostrati solidi, con un progetto serio alla base, e che possono sfruttare il fatto che Philadelphia sia un cantiere aperto, così come i Giants di New York, che devono ripartire senza il coach di sempre, Tom Coughlin.

 

Jay Gruden, coach dei Redskins, deve assolutamente sfruttare questo momento non brillante della division per assicurarsi il primo posto. Potrà prendersi un vantaggio immediato vincendo almeno 2 delle prime 3 gare di regular season, dove affronterà Pittsburgh, Dallas e Giants.

 



Non sono così sicuro che i Redskins riusciranno a bissare così facilmente, sia perché è dal 2004 che nessuno vince questa division due volte di fila, sia perché vedo Cowboys e Giants abbastanza attrezzate per puntare al titolo. Kirk Cousins deve confermarsi ad alti livelli e la perdita di Alfred Morris lascia un grosso punto interrogativo sul gioco di corsa, con un Matt Jones che lo scorso è stato disastroso (dati alla mano ai livelli di Trent Richardson per capirci). Se non fosse stato per la presa di Josh Norman, tagliato dai vice-campioni in carica in primavera, la off-season poteva dirsi estremamente negativa.

 

A Dallas non servirà molto per agganciare il treno playoff. Basterebbe che Prescott riuscisse a fare meglio della coppia Weeden-Cassell. Per fare strada dopo servirebbe tutta un’altra difesa, ma questo è un altro discorso: li vedo ancora favoriti.

 

Per quanto riguarda i Giants, sono tra quelli che pensava che Coughlin nelle ultime due stagioni fosse più un peso che un valore aggiunto. Per questo sono curioso di vedere cosa riuscirà a fare McAdoo, su cui nutro buone speranze. La faraonica free agency, con le aggiunte del difensive line Olivier Vernon e del cornerback Janoris Jenkins, dovrebbero poi fare il resto.  Gli Eagles, come hai detto, sono in piena fase di “normalizzazione” dopo l’uragano Chip Kelly e credo più che puntare alla division debbano cercare di ritrovare il bandolo della matassa, soprattutto ora che Bradford è

Interessante però il ritorno in NFL dell’ex HC dei Lions Jim Schwartz e della potente linea capitanata da Fletcher Cox.

 

https://www.youtube.com/watch?v=PYXQhUEvclY

E pensare che Weeden è stato un 1° giro…



 

 



 



Questa è una delle division che ritengo più interessanti, soprattutto per quello che sta provocando a livello mediatico il ritorno a Los Angeles dei Rams, a cui però non basterà probabilmente il QB rookie fatto in casa Jared Goff. I colossi Cardinals e Seahawks sembrano inavvicinabili.

 

I Cardinals sono al terzo anno da considerarsi “do or die”, con l’eterno Palmer e una difesa ottima ma che ha visto, soprattutto nella secondaria, qualche defezione di troppo nel mercato della free agency.

 

Punto quindi sulla consistenza di coach Carroll e dei suoi Seahawks, che proprio grazie al nucleo di giovani alla base del team da qualche stagione, primo su tutti Russell Wilson, possono permettersi di giocarsela sempre. Hanno già dimostrato di avere una offense completa anche senza Marshawn Lynch, e nonostante sia convinto che il bye week alla quinta giornata alla lunga presenti il conto, apriranno la stagione con una serie di 5 gare tutt’altro che proibitive: Dolphins, Rams, 49ers, Jets e Falcons in casa al ritorno dalla sosta. Se tutto dovesse andare come previsto, dovrebbero arrivare allo scontro di week 7 coi Cardinals col record immacolato.

 



I Seahwaks lo scorso anno in regular season sono stati troppo brutti per essere veri. Certo, Lynch non si sostituisce dall’oggi al domani (ma se resta sano attenzione alla sorpresa Thomas Rawls) e la offensive line non ha fatto passi in avanti rispetto a quella ballerina di 12 mesi fa. Eppure li vedo favoriti, anche perché il gruppo mi pare avere ancora fame.

 

Ai Cardinals è sempre mancato un quarto per fare il dollaro ma credo che questo possa essere l’anno giusto. Se è vero che non ci sono stati upgrade significativi, oltre a Chandler Jones, l’esperienza della bella cavalcata ai playoff dell’anno scorso può essere oro. Sarà una bella lotta a due.

 

Sarà difficile non innamorarsi di questi Rams che tornano a casa ma, storytelling a parte, ci aspetta la solita mediocre stagione Fisheriana. Jared Goff non ha risolto nel breve periodo il problema dietro al centro e la difesa ha perso due pezzi solidi come Jenkins e McLeod - anche se questo Donald è talmente forte da poter fare reparto da solo.

 

Nella baia, infine, per me l’unico motivo di interesse sarà il signore in visiera sulla sideline.

 

https://www.youtube.com/watch?v=dqlCnydOJuQ

Come si fa a non darli per favoriti ogni anno?



 

 



 



Questa Division sembra già nelle mani di Cam Newton e dei suoi Carolina Panthers. Dopo essere stati annientati dalla difesa dei Broncos allo scorso Super Bowl, hanno tutto per poterci tornare. Nessuno infatti tra Falcons, Saints e Buccaneers pare abbastanza competitivo da pensare ragionevolmente di dare fastidio ai Panthers.

 

New Orleans finché avrà Drew Brees in cabina di regia potrà sempre compiere imprese, ma il roster ha troppe falle e la difesa non mi convince.

 

C’è però una di queste tre squadre che stuzzica il mio interesse. I Falcons hanno un attacco che può mietere vittime su qualsiasi campo, e una difesa legittimata dalla guida dell’head coach Dan Quinn (ex coordinatore della fenomenale legion of boom di Seattle), che si è regalato un paio di tasselli niente male all’ultimo draft: Keanu Neal (safety - Florida) e Deion Jones (linebacker - LSU). Sarà interessante vederli nel sistema difensivo di Atlanta.

 

Detto questo però, siamo ancora un pochino lontani dalla quadratura del cerchio. I Falcons, come secondi in division, possono tranquillamente ambire ai Playoff.

 



Se non bastasse, Cam Newton ha ritrovato un ricevitore da 1000 yard come Kelvin Benjamin e la difesa, anche se orfana di Josh Norman, dovrebbe assicurare il primo posto nella division.

 

I Falcons per me lo scorso anno si sono sciolti un po’ troppo facilmente dopo un ottimo inizio e credo che questa mancanza di solidità sia ancora irrisolta. L’attacco può vantare l’aggiunta di un onestissimo secondo WR come Mohamed Sanu, dopo che Roddy White non era riuscito a dare un contributo solido nel 2015, e il trio Ryan-Jones-Freeman regalerà soddisfazioni. Continuo a vedere poca qualità e profondità negli 11 difensivi per pensare che possano giocarsela con i Panthers lungo tutta la stagione.

 

I Saints avranno anche preoccupanti buchi tra difesa e offensive line ma le armi a disposizione di Drew Brees quest’anno mi fanno venire l’acquolina in bocca. Ai vari Cooks, Snead, CJ Spiller si sono aggiunti due nomi come Michael Thomas (da The Ohio State) e Coby Fleener dai Colts, pronti a fare sfaceli innestati da Brees.

 

I Bucs sembrano l’eterna incompiuta. Sempre tanto talento da entrambi i lati del campo (basti pensare a Jameis Winston, Mike Evans, Vincent Jackson, Doug Martin, Sefarian-Jenkins in attacco e Gerald McCoy, Lavonte David e il neo arrivato Brent Grimes in difesa) ma mai nessun allenatore che abbia trovato la quadratura del cerchio. E di tutte le scelte che potevano fare per sostituire Lovie Smith al timone, per me hanno fatto quella più sbagliata in assoluto, promuovendo l’OC Dirk Koetter.

 

https://www.youtube.com/watch?v=VnUzZq4E7B8

Cam Newton ritrova un pezzo da 90 per provare a tornare al Super Bowl.



 

 



 



In AFC esistono molte rivalità ma poche sono accese, muscolari, feroci, come lo sono le sfide tra Steelers e Ravens. Negli ultimi anni hanno sempre avuto roster competitivi e nelle loro sfide ci si è giocati sempre, oltre l’onore o il rispetto, anche le sorti del“girone”. Cleveland ha detto poco o nulla negli ultimi anni e Cincinnati recita il ruolo di mina vagante, con una difesa di livello assoluto ma un attacco che tende a gelarsi nei momenti chiave. La stagione che comincia non è facile da pronosticare.

 

Lo scorso anno Baltimore è stata falcidiata da una serie di infortuni che sembrava infinita, ma rimane una delle squadre che lavora meglio coi giovani e programma al meglio le operazioni per ogni partita. In più ha elementi nel roster, come Suggs, Mosley, Jernigan e Dumervil, che ti obbligano a fare sempre i conti con la loro difesa.

 

Pittsburgh, se riesce a presentare una difesa altrettanto capace di tamponare gli avversari, può chiudere in bellezza la stagione regolare. Su quello che è da sempre stato un difetto gli Steelers hanno lavorato al draft, usando le prime due scelte a disposizione per prendere due cornerback: Artie Burns (Miami) e Sean Davis (Maryland).

 

Gioco i miei famosi 2 cents sulla fame di Big Ben Roethlisberger di dire ancora la sua in una AFC vedova di Peyton Manning. Roethlisberger rivaleggia con Tom Brady come quarterback migliore di conference, con in più dalla sua armi di valore assoluto come Le’Veon Bell e Antonio Brown.

 



Sarà una lotta a due tra Bengals e Steelers. Vado anche io con gli “acciaieri" perché, anche con una difesa che mi convince sempre pochissimo e la squalifica di Martavis Bryant, hanno l’attacco più esplosivo di tutta la NFL (Big Ben, Antonio Brown, Le’Veon Bell). A questo aggiungiamo che proprio Bell che ha tanto da farsi perdonare per le tre giornate di squalifica.

 

I Bengals hanno invece vissuto una off-season dalle due facce. Se da una parte possono ritenersi felici per aver confermato gran parte del blocco della secondaria che aveva fatto bene lo scorso anno (con Adam Jones e George Iloka), dall’altra hanno perso molti giocatori di talento sia in difesa, con Reggie Nelson e Leon Hall, che in attacco, con Marvin Jones e Mohamed Sanu. Troppo per non vederli una tacca sotto la versione 2015.

 

I Ravens non partono con i favori del pronostico e, anche al netto del rientro di vari giocatori e di buone scelte in off-season (Ronnie Stanley dal draft e Eric Weddle dai Chargers su tutti), non vedo abbastanza solidità per vincere una division equilibrata come questa.

 

Lato Cleveland bocciato l’esperimento Mike Pettine si riparte da Hue Jackson, che sembra l’uomo giusto per dare una lustrata a questo attacco. Se poi RGIII e Josh Gordon mantengono le promesse di questa pre-season potremmo anche non avere la solita squadra materasso e questa divison si candiderebbe ancora una volta come una delle più belle e combattute.

 

https://www.youtube.com/watch?v=EIKqupYOR48

Se solo riuscisse a giocare tutta una stagione intera



 

 



 



Buffalo ha draftato due elementi sensazionali per la difesa. Con le prime due picks a disposizione hanno scelto Shaq Lawson e Reggie Ragland, con il solito obiettivo di fermare l’attacco di New England, che impedisce ormai da anni a Jets, Bills e Dolphins di ambire a qualcosa di più di un secondo posto. Peccato che Lawson (PUP list - potrà rientrare dalla week 6) e Reggie Ragland (probabilmente salterà la stagione) si sono infortunati in maniera significativa e non potranno aggiungere nulla ad una difesa ben allenata da Rex Ryan ma ancora opaca.

 

Anche i Jets si sono concentrati sulla difesa selezionando una coppia di outside linebackers nelle prime 3 pick, ma ci vorrà una stagione perfetta da parte dell’attacco per tenere il ritmo delle rivali. I Dolphins hanno lavorato in maniera intrigante, con la selezione del tackle Tunsil e la firma del veterano Arian Foster, ma rimane molto da fare anche per il capo allenatore Adam Gase che ha da troppo poco in mano le chiavi dei ‘Fins.

 

New England sembra ben messa, soprattutto in difesa. L’obbligo di giocare le prime quattro gare di stagione con la riserva di Tom Brady, cioè Jimmy Garoppolo, potrebbe causare una partenza a singhiozzo. Ma sembrano poter sopravvivere: potrebbero perdere la division solo suicidandosi.

 



Sulla carta i Patriots hanno le mani sulla division, come ogni anno. Quindi passo a parlare direttamente dei Dolphins, che invece aspetto al varco. Adam Gase sembra l’uomo giusto per incanalare il talento dell’offense sui giusti binari dopo la gestione disastrosa di Joe Phiblin (che nel frattempo ha trovato rincalzo come OL coach dei Colts, auguri). Non vedo l’ora di vedere cosa riesce a combinare l’ex OC di Broncos e Bears con Ryan Tannehill che sembra abbastanza maturo per esplodere definitivamente. In off-season si sono mossi bene per cercare di tappare i buchi in uno dei reparti peggiori come l’offensive line draftando Laremy Tunsil (la steal dello scorso draft) e pescando il solido veterano Kraig Urbik in free agency. Se alla partenza di Olivier Vernon hanno risposto con la firma di Mario Williams, la difesa resta ancora abbastanza inconsistente e la partenza di Brent Grimes è stata ricucita in maniera dubbia dall’arrivo di Byron Maxwell da Philadelphia.

 

Se Fitzpatrick riesce a bissare la bella stagione del 2015 vedo i Jets di Bowles pronti per una meritata wildcard. Matt Forte non sarà nel fiore degli anni come Ivory, approdato nel frattempo ai Jaguars, ma aggiunge un’altra arma per il passing game e Darron Lee (da The Ohio State) e Jordan Jeknins (da Georgia) sono due bei giocattolini per l’ex DC dei Cards.

 

Purtroppo questa versione dei Bills somiglia sempre più all’ultima versione dei Jets. Tra le perdite dovute al cap, come Mario Williams, e, come indicavi tu, quelle per infortunio di Lawson e Ragland, Rex Ryan è costretto ad affidarsi a veterani dall’usato sicuro. Non certo quello che aveva in mente. Peccato perché in due anni questi Bills sono passati da una delle più eccitanti underdog all’ennesima versione piatta di Buffalo.

 

https://www.youtube.com/watch?v=A8VHe3aSr48

Questo è il nuovo tight end…di riserva dei New England Patriots.







 



Questa Division è molto, molto interessante. I Broncos vivono un cambio radicale in attacco: dopo il ritiro di Peyton Manning, ora lo starter in cabina di regia sarà il giocatore al secondo anno, Trevor Siemian. Il prodotto di Northwestern potrà comunque contare su una difesa di alto livello a supporto, ma è ragionevole pensare a un ridimensionamento delle ambizioni di Denver, soprattutto con la crescita dei Raiders, che ormai sono una vera e propria insidia in una division dove fino a poco fa erano spettatori non paganti.

 

Nelle prime otto settimane di regular season Oakland affronterà squadre decisamente battibili: Saints, Titans e Buccaneers per dirne solo alcune. In un gruppo così pieno di incognite arrivare a metà stagione con 1 o massimo 2 sconfitte potrebbe significare un posto da consolidare verso i playoff.

 

Con Chiefs e Chargers che non mi convincono a pieno, punto tutto sulla sorpresa Raiders: forti di una difesa già buona, migliorata dalle addizioni del linebacker Irving (ex Seahawks) e il cornerback Sean Smith, ex Dolphins ma soprattutto Chiefs.

 



Vero, i Raiders sembrano avere tutto per puntare alla division, e pensarlo solo 12 mesi fa sembrava una pazzia. Negli ultimi anni hanno sbagliato veramente poche mosse. Al giovane nucleo che ha già mostrato potenziale si sono aggiunti Kelechi Osemele, Sean Smith e Bruce Irvin. Un trio di firme che rimetterebbe in carreggiata anche squadre ben più disastrate.

 

Quello che mi preoccupa dei Broncos non è tanto il ritiro di Manning, né la presenza di un QB titolare senza esperienza (che già a Northwestern non aveva brillato), ma che di solito la squadra campione perde pezzi importanti in free agency. Hanno ancora il talento per essere una delle migliori difese della lega ma la solidità del reparto difensivo e la lunghezza si sono abbassati in modo preoccupante. Danny Trevathan e Malick Jackson, su tutti, sono giocatori la cui mancanza si farà sentire.

 

I Chiefs hanno scelto una off-season di conferme. Hanno trattenuto Derrick Johnson e Tamba Hali ma hanno ceduto Sean Smith ai rivali divisionali, senza peraltro aggiungere grandi qualità al roster dello scorso anno. Restano abbastanza solidi per puntare ad una wildcard.

 

Purtroppo i bei Chargers del 2013 sono ormai un ricordo lontano. Casey Hayward dai Packers, e soprattutto Travis Benjamin dai Browns, sono due ottime firme, finite ingiustamente sottotraccia, ma non basteranno per far fare il salto di qualità a una squadra molto sfortunata nel precedente biennio. E, nonostante la firma, che impatto avrà Joey Bosa su questa difesa?

 

https://www.youtube.com/watch?v=tDr3qxLXYfY

Mai dare per morta una squadra in cui gioca Von Miller.



 

 







 

Indianapolis ha avuto il grande merito di puntare su Andrew Luck, forse il miglior QB della lega tra i giovani, ma ha compiuto una serie di altre scelte a mio modo di vedere opinabili. Ad esempio scegliere di non rafforzare mai la linea difensiva (risultando in una serie di scorribande al limite del ridicolo di LeGarrette Blount coi suoi Patriots in un paio di partite da dentro o fuori) e di puntare su giocatori a fine carriera come Frank Gore e Andre Johnson, quest’ultimo ora ai Titans.

 

Tennessee ha formato un cerbero a tre teste fenomenale con Mariota alla guida del duo DeMarco Murray ed il rookie Derrick Henry. Ma è la difesa ad aver ancora bisogno di qualche tassello per raggiungere un livello accettabile.

 

Su Jacksonville mi sono sbilanciato come rivelazione della stagione ma la division è nelle mani di Luck e di coach Pagano. La quarta partecipante, Houston, ha sì una difesa egregia ma troppi punti interrogativi in attacco.

 

 



La squadra che farà meno peggio. A me incuriosiscono parecchio questi Texans: hanno aggiunto l’oggetto del mistero Brock Osweiler, ma soprattutto Lamar Miller. In un contesto tattico in cui pare un fit perfetto sono sicuro esploderà finalmente sopra le 1.000 yard. In attacco poi possono sempre contare sul talento di DeAndre Hopkins. Li vedo, di poco, favoriti.

 

I Colts devono ancora raccogliere i cocci del disastro 2015. Avevano impostato la free agency per puntare al titolo e non sono nemmeno arrivati in post-season. Adesso si ritrovano con un roster da svecchiare e con ambizioni da ridimensionare. A questo si è aggiunto uno dei peggiori draft di quest’anno e tanti buchi in giro per il campo.

 

Intrigano nel loro piccolo i due progetti di Titans e Jaguars. I Titans vedono la luce del tunnel, specie in attacco, dove faranno divertire con il poker Mariota-Walker-Henry-Murray.

 

I Jaguars hanno speso troppo nelle ultime due offseason per non cominciare a raccogliere qualche risultato. E Gus Bradley, al quarto anno sulla panchina di Jacksonville, è ad un bivio. Malik Jackson, Prince Amukamara, Dante Fowler, Myles Jack, Chris Ivory sono le ennesime firme importanti di una squadra che ha bisogno di innalzarsi dalla mediocrità. La fiducia nell’ex DC dei Seattle sta svanendo.

 

 



 



La sorpresa a livello individuale a mio avviso sarà Alfred Morris. L’ex running back di Washington troverà ai Dallas Cowboys una delle linee offensive migliori e più futuribili di tutta la lega, e l’infortunio al quarterback titolare li costringerà a correre molto. È chiaro che tutti gli occhi sono puntati sul rookie Elliott, che avrò comunque bisogno di ambientarsi in NFL, e la mina vagante Lance Dunbar, che non mi stupirei di vedere partire via trade vista l’abbondanza nel ruolo. Morris potrebbe emergere come veterano affidabile, capace anche in ricezione, come arma principale di una offense che può essere devastante.

 

La delusione temo sarà il cornerback Antonio Cromartie: a 32 anni sembra aver perso smalto, e dopo aver fallito miseramente l’ultima stagione ai Jets dopo il cameo ai Cardinals, i Colts hanno puntato su di lui per dare esperienza a una secondaria non infallibile. Nella sua division il reparto di ricevitori avversario è di livello in tutte le squadre e i Colts rischiano di pagare la scommessa sul veterano.

 

https://www.youtube.com/watch?v=YpqkyoutV_M

Immaginate cosa possa fare questo giocatore dietro alla linea dei Cowboys.



 



La sorpresa per me sarà Coby Fleener. L’ex tight end di Stanford era stato draftato per formare con l’ex compagno Cardinal Andrew Luck un tandem decennale. Eppure dopo l’infortunio di Luck, Hasselback non l’ha più visto e, in scadenza, i Colts hanno puntato su Dwayne Allen. L’approdo ai Saints credo sia un fit perfetto per entrambi. Certo il progetto è in un momento delicato, sospeso tra rilancio e rifondazione, ma nel frattempo Fleener trova Drew Brees e l’offense disegnata da Sean Payton che fa un uso abbondante del tight end come opzione primaria. Ne sa qualcosa Jimmy Graham, sparito a Seattle in un contesto tecnico molto differente, e ne sa qualcosa Benjamin Watson, un onesto mestierante di 34 anni, che lo scorso anno raccolse la bellezza di 825 yard e 6 TD (con career high annessi). Brees e i Saints ritrovano con Fleener un tight end da 1.000 yard. Scusate se è poco.

 

La delusione, e lancio una provocazione: Andrew Luck. In molti pensano che lo scorso anno rappresenti un caso isolato, che abbia dovuto giocare con troppi acciacchi fisici che ne hanno condizionato le prestazioni. Eppure ha chiuso la stagione come uno dei peggiori QB, sia a livello statistico che di gioco. Mai a suo agio nella tasca, ha collezionato brutte decisioni sotto pressione (nemmeno il 50% di completi in questa situazione) e chiuso la stagione con 12 intercetti in appena 9 partite. Ma se non fosse un caso isolato e stesse soffrendo la poca lungimiranza della offense di Pagano e delle scelte infelici del front office? La pre-season ha mostrato gli stessi problemi di sempre, con una offensive line insufficiente a garantire protezione a Luck, e un gioco di corsa, nonostante la presenza di Frank Gore, non molto efficace. Dovrà cercare di restare sano e di non farsi schiacciare da un contesto non adatto, altrimenti non riuscirà a garantire prestazioni degne del suo nome.

 

https://www.youtube.com/watch?v=C9uBeVAuJJg

Non sarà Jimmy Graham, ma i tifosi Saints hanno di che gioire.



 

 



 



La squadra delusione dell’anno per me saranno i Texans. Non perché penso che andranno particolarmente male, ma perché penso stiano puntando troppo sul nuovo quarterback Brock Osweiler. Nella scorsa stagione ha traghettato un team come i Broncos ai playoff in attesa del ritorno di Manning, godendo di una difesa che gli ha permesso di scendere in campo senza dover compiere particolari imprese o miracoli, senza quasi mai dover rimontare svantaggi di più di due o tre possessi, proprio per merito di Von Miller e co. A Houston le difficoltà saranno maggiori e il ruolo di starter peserà, magari il record sarà sufficiente da ambire alla post-season ma i tifosi rischiano la delusione.

 

La squadra sorpresa vorrei che fossero i Jacksonville Jaguars. Da questo lato della Florida stanno lavorando bene da qualche anno, sono riusciti ad accumulare giovani via draft e hanno, nei ruoli chiave, elementi ottimi come Bortles in cabina di regia, la coppia Yeldon/Ivory nel backfield e ricevitori di livello assoluto come Hurns e Lee. L’ex Giants Prince Amukamara (cornerback) aggiunge esperienza in un reparto sempre delicato, e la front seven presenta nomi importanti (Malik Jackson, Dante Fowler, Jared Odrick) che elevano i Jags a possibili contender della division.

 



Tra le tante possibili outsider la squadra sorpresa per me saranno i Dolphins. Una delle squadre, assieme ai Bucs, che meno hanno raccolto in NFL in rapporto al talento in squadra, e Adam Gase per me è l’uomo giusto per cominciare ad anellare stagioni sopra le 10 vittorie. Aggiungo anche che i Vikes, dati spacciati troppo prematuramente, faranno non solo una bella stagione, ma saranno anche una temibile avversaria in post-season.

 

La delusione saranno i Bills. Una serie di eventi sfortunati, tra infortuni chiave e perdite dolorose in free agency, hanno tolto pedine fondamentali per permettere a Rex Ryan di fare bene. A questo aggiungiamo una division con 3 potenziali squadre da playoff come la AFC East e la wildcard diventerà un miraggio.

 

 



 



Sarà difficile per Denver riconfermarsi, mentre Carolina ha possibilità più concrete di tornare sul palcoscenico principale. Dalla NFC penso arriverà Seattle a giocarsela, mentre in AFC New England è la principale indiziata. Credo però che Russell Wilson abbia l’esperienza sufficiente per portare a casa il suo secondo anello in carriera.

 



Mi aspetto una rivincita tra Seattle e Patriots. Nella AFC i Patriots sembrano la squadra più completa. Difesa tostissima e offense che ha aggiunto al proprio arco un altro tight end di talento come Martellus Bennett, andando a formare con Gronkowski una coppia letale per qualsiasi difesa. Un tandem come non si vedeva dalla coppia Gronk-Hernandez. Nel fortunato caso in cui la difesa avversaria riesca a limitare il Gronk, dovrà fare poi i conti con un Pro Bowler come Bennett. Non credo sia possibile umanamente marcarli entrambi. E forse la difesa è ancora più competitiva dell’attacco. Auguri a chiunque esca vincente dal Championship NFC.

 

 

Attiva modalità lettura
Attiva modalità lettura