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Redazione
Guida ufficiosa al Girone A
07 Jun 2016
07 Jun 2016
La presentazione del girone di Francia, Svizzera, Albania e Romania.
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Sono certo che Deschamps avrebbe voluto giocare questo Europeo un anno fa, quando tutti pensavamo, guardando alla lista dei convocabili, che la sua Francia avrebbe vinto il torneo a mani bassissime. Negli ultimi dodici mesi gli sono caduti addosso il caso Valbuena-Benzema; la squalifica di Sakho per via del drug test fallito dopo un match di Europa League; una serie incredibile di infortuni, tutti concentrati tra i difensori centrali. Ricordando il giocatore che era, Didier Deschamps, uno come lui potrebbe trovare nuove risorse dalle difficoltà. Certo che l’inizio della Francia è davvero in salita.

 



La nuova formula dell'Europeo concede un vantaggio maggiore del solito al primo classificato del girone A. C'è infatti la reale possibilità di incontrare una formazione abbordabile negli ottavi (la 3a classificata del girone C, D o E)  ed – eventualmente - arrivare meno spremuti ai quarti. Questo potrebbe portare ulteriore pressione su una Nazionale che ha già quella insita dell'essere padroni di casa. In questo girone la Francia è nettamente superiore alle avversarie, l’importante è che giochi con questa consapevolezza, in controllo.

 


Deschamps, già giocatore-allenatore.



 



L’insidia del girone della Francia è il disastro stile Mondiale del 2010 (anche se mi rifiuto di credere a questa eventualità). Alfredo ha ragione, i problemi sono più interni che esterni: la rosa falcidiata da infortuni, il problema della punta centrale, le pressioni del paese ospitante. Anche se non dovesse vincere il girone, con questo calendario morbido gli toccherebbe la seconda del gruppo della Germania: Deschamps non hai scuse (almeno nella fase iniziale).

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La Romania era la Nazionale che più a lungo aveva conservato questo spirito di calcio

fatto di giocatori ordinati e precisi più 1 o 2 talenti liberi da gabbie. Purtroppo tutti i muri cadono e anche il calcio della Romania ha subito le influenze del mercato: il talento è sparito ed è rimasta la difesa ad oltranza della proprietà privata. La Francia dovrà quindi, pronti via, affrontare una squadra organizzata e capace di difendersi con tutti gli uomini dietro la linea della palla (nelle qualificazioni, in un girone a dire il vero non irresistibile, ha subito solo 2 gol) e sappiamo che attaccare una squadra così non è mai facile. Devono essere bravi a sbloccarla presto, in quel caso può diventare un allenamento degli schemi offensivi della squadra, altrimenti sarà una partita dove capire il potenziale mentale della squadra. Fossi in loro non vorrei trovarmi bloccato sul pareggio a 10 minuti dalla fine e dover chiedere a Payet di fare la magia su punizione, anche se lui è ben disposto.

 



No, penso sempre che il potenziale si capisca solo nella fase a eliminazione diretta: nei gironi c’è spazio per aggiustare dei meccanismi e per capire se ci sono giocatori più in forma. Tanto più in questo nuovo formato, con il livello qualitativo dei gironi più basso del solito.

 

 



Abbiamo passato due anni a pensare a quanto fosse forte in potenza la Francia, adesso è finalmente arrivato il momento di fare sul serio. Quindi sì, è una partita molto importante per capire il potenziale reale di questa squadra, che negli ultimi due anni abbiamo potuto vedere solo in amichevole. Tornare a giocarsi i tre punti come una delle favorite della competizione e davanti al proprio pubblico, col pallone che si fa più pesante e il margine di errore che diventa piccolissimo: Deschamps dovrà preoccuparsi più di questo cambio di mentalità e della rapidità di adattamento della squadra al “nuovo” contesto più che della Romania. Per quanto la selezione di Iordanescu possa essere solida e ordinata, la differenza di talento in campo è così ampia che basta una singola giocata per far sparire ogni timore.

 

https://vimeo.com/159194447

 



Però Deschamps ha capito, dopo l’amichevole col Camerun, che non può permettersi di attaccare in massa tenendo la linea con Kolscelny e Rami molto alta sul campo. I due gol incassati per opera di Aboubakar e Choupo-Moting sono stati un bel bagno d’umiltà per la Francia, che potrebbe decidere di essere meno arrembante e cedere parte del controllo agli avversari.

 

https://www.youtube.com/watch?v=jpKF_lkaciA

 



È vero che per le caratteristiche dei suoi giocatori la Francia da il meglio di sé quando c’è qualche spazio in più, ma è altrettanto vero che la superiorità qualitativa nei confronti delle altre squadre del girone, specie Romania ed Albania, ed il numero di giocatori in grado di risolvere la partita, anche dalla panchina, è tale da non consentire alibi. Comunque penso anche io che le prestazioni nei gironi siano poco indicative, soprattutto perché la Francia mi sembra più adatta alle partite ad eliminazione diretta: contro avversari di maggiore qualità i Blues avranno anche la possibilità di attendere nella propria metà-campo e contrattaccare con una delle tante frecce all’arco di Deschamps. L’unico dubbio è la difesa che si era fatta apprezzare per organizzazione ed efficienza, ma ha perso tre difensori centrali su quattro.
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È un torneo così pieno di giocatori interessanti da seguire che con la Romania potete prendervi una pausa, a meno che non vogliate finalmente veder giocare a pallone Chiriches dopo averne sentito parlare tanto.

 



Non credo che nessun’altra squadra di questi Europei possa raggiungere lo scarto tra valore reale e risultati della Romania. A settembre 2015 la Nazionale tricolore era la settima al mondo secondo il ranking FIFA, in maniera piuttosto inspiegabile; ha chiuso il girone di qualificazione da imbattuta, ma in un gruppo vinto dall’Irlanda del Nord e con la peggiore Grecia degli ultimi anni, ha subito solo due gol (migliore difesa in assoluto), ma contro avversari di basso livello ai quali è riuscita a segnare solo 11 gol, 4 dei quali alle Isole Faroe; era imbattuta da 15 partite, ma ha perso subendo 4 gol in un colpo solo dall’Ucraina.

 

La Romania è una Nazionale con pochissimo talento, con i giocatori più rappresentativi concentrati tra porta e difesa: Tatarusanu, Chiriches e il capitano Razvan Rat. La sorpresa potrebbe essere Nicolae Stanciu, trequartista dal baricentro basso, rapido e con un’ottima tecnica. Milan e Inter lo stanno seguendo, ma non deve avere un bel carattere, visto che il presidente della Steaua Bucarest, la squadra in cui gioca, ha

: «Offro soldi al Milan per farlo partire al più presto». Rientrato a marzo nel giro della Nazionale dopo aver esordito nel 2013, Stanciu ha giocato 4 partite e segnato 3 gol, risultando tra i migliori in campo nell’unica partita in cui non ha trovato la rete, contro la Spagna.

 

Auguro comunque a chi si imbatterà in una partita della Romania di gustarsi qualche minuto di Lucian Sanmartean, che non ha rispettato le aspettative riposte su di lui in patria, dove era considerato il miglior talento dai tempi di Hagi, ma è decisamente di un altro livello rispetto ai compagni, anche a 36 anni.

 



 



Io sto ancora aspettando l’esplosione di Gabriel Torje, il celeberrimo “

”.

 



Io punto sull’ala destra Adrian Popa di cui ho visto diverse clip interessanti. Questo brevilineo (è alto 1,69 m) della Steaua Bucarest è uno dei pochissimi giocatori di talento della Nazionale rumena. Popa è un rapidissimo dribblomane che all’Europeo sarà fondamentale per una squadra che, diciamolo chiaro e tondo, non può che contare sul contropiede. I suoi tagli diagonali e le buone qualità nel fornire l’ultimo passaggio dalla fascia ne fanno un elemento da non sottovalutare. Non è proprio giovanissimo (classe 1988) ed ha sempre giocato in patria, ma chissà che non riesca a strappare un contratto altrove sfruttando la vetrina internazionale.

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L’ assenza di Benzema ha privato la Francia di uno dei suoi migliori giocatori, ma Deschamps sapeva da tempo che difficilmente l'attaccante del Real Madrid avrebbe partecipato agli Europei, ed ha quindi potuto sperimentare altre soluzioni nella fase di avvicinamento alla manifestazione continentale. Giroud  non avrà le stesse qualità tecniche di Benzema,  ma ha dimostrato di poter essere un giocatore importante nel far salire la squadra e ad offrire maggiore fisicità nel gioco aereo. Oltre al attaccante dell'Arsenal Deschamps  potrebbe schierare da attaccante Martial o Griezmann, anche se il maggior candidato a fare il vice Giroud, anche per caratteristiche,  dovrebbe essere Gignac. È vero che le assenze in difesa sono tutte pesanti, ma la vera e propria moria di difensori francesi ci ha dato la possibilità di apprezzare la qualità e la profondità dell’attuale generazione a disposizione della Francia. Senza Laporte, Zouma, Varane e Mathieu infortunati e Sakho prima squalificato per doping e poi assolto, ma che

, Deschamps è comunque riuscito a mettere insieme un quartetto di centrali di tutto rispetto con Koscielny, Mangala, Rami ed Umtiti. I primi due dovrebbero essere i titolari: preoccupa la lucidità del difensore del City, troppo discontinuo ad alti livelli.

 



Le assenze in difesa peseranno tanto perché, banale ma tremendamente vero, è il reparto che ha più bisogno di automatismi collaudati e giocatori affiatati e perché auguri a vincere un Europeo con Mangala e Koscielny al centro. Per quanto riguarda Benzema, i gol in un torneo come questo te li può fare anche Schillaci certo, però Benzema ti permette non solo di avere grande presenza dentro l'area di rigore, ma è anche uno dei migliori al mondo nel creare spazi ed eseguire movimenti di un certo tipo in un attacco a tre punte, il tipo di attacco su cui sembra essersi orientata la Nazionale francese.

 

https://www.youtube.com/watch?v=9--hnppTO6E

Un difensore che gode di pessima pubblicità.



 



Per me sono assenze in ogni caso importantissime: non rinuncerei mai al miglior Benzema della carriera, tanto più in un tridente d’attacco così veloce. Con Giroud e Gignac invece garantisci un punto di riferimento certo alla difesa avversaria. La situazione della difesa però è davvero complicata: a me una coppia Koscielny-Rami fa paura per l’incapacità di coprire la profondità. Con Mangala al posto di Rami, si compensano i problemi di velocità ma si apre una possibile voragine di errori sia con il pallone che senza.

 

Poi ci si è messo pure l’infortunio a Lassana Diarra: praticamente alla Francia non è rimasto nessuno della colonna centrale, tranne il portiere Lloris. A questo punto lo status di favorita comincia a traballare sul serio.

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Pogba è cresciuto tantissimo quest’anno e la fase di creazione di gioco della Juventus nell’ultimo terzo di campo è dipesa molto dalla sua vena, soprattutto in questi ultimi due mesi. Il suo prossimo step sarà quello di imparare a gestire meglio le fasi di partita dove è chiamato ad attaccare una difesa schierata, e durante le quali di solito si incaponisce nel dribbling partendo da fermo, un modo complicatissimo di avvantaggiarsi sugli avversari, anche per un fenomeno come lui. Se ci riuscisse, completerebbe la sua maturazione.

 



Forse è triste dirlo, ma per non deludere deve aiutare la Francia a vincere l’Europeo, è un meccanismo inevitabile. E d’altronde per farlo, come dice Alfredo, dovrà un po’ sfrondare il suo gioco, perché in competizioni così brevi basta una scelta sbagliata per creare conseguenze inimmaginabili. Maturare significa anche un po’ prendere coscienza delle cose folli da fare al momento giusto: che è la grande capacità dei campioni.

 



Pogba deve essere il punto di riferimento di un centrocampo che spesso gioca senza un vero e proprio regista e che a volte ha qualche difficoltà ad attaccare una difesa schierata, tra l’altro, come scrive Alfredo, proprio uno dei fondamentali in cui il numero 10 della Juve deve migliorare. Da lui ci si aspetta sempre qualche colpo ad effetto e sopratutto che quando latitano le idee possa risolvere qualche partita con una soluzione estemporanea, come ha fatto quest’anno alla Juventus. Ecco se già si inventasse un paio di colpi tipo l’assist a Giroud contro il Camerun non sarebbe affatto male.

 

https://www.youtube.com/watch?v=YIXiEtHUFdA

 



Pogba inizia a giocare per la sua

ed è proprio questo il momento in cui le cose iniziano a diventare più difficili. Per non deludere deve portare la squadra alla vittoria e per farlo deve salire ulteriormente di colpi, ma si può fare?

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La Svizzera può interpretare la partita secondo registri differenti, a seconda della forza e delle caratteristiche dell’avversario. In tre minuti dell’amichevole contro il Belgio di sabato scorso, si sono condensati tutte le potenzialità della Svizzera e tutti i suoi difetti. Granit Xhaka è il leader morale di questa squadra, ma ha anche buone doti tecniche: nell’azione del gol del vantaggio, ha strappato il pallone dai piedi di Behrami per andare a lanciare lungo con precisione sul terzino destro, già alto alle spalle del centrocampo. Proprio i terzini sono una delle forze di questa squadra: Lichtsteiner e Rodriguez spingono di continuo e sono sempre presenti in fase offensiva.

 

Dopo essere passata in vantaggio, la Svizzera ha subito il gol del pareggio 180 secondi dopo: il pressing svizzero è disordinato, i belgi girano palla velocemente e poi trovano con un lancio il trequartista posizionato nello spazio tra mediano e terzino svizzero. E a quel punto la loro difesa era completamente esposta.

 



Svizzera-Albania è una di quelle partite che rendono ancor più fantastica una competizione come gli Europei: è infatti piena di sottili intrecci geopolitici tra i due paesi che ritroveremo in campo e che la rendono interessante a prescindere dai valori espressi. Diversi giocatori della Svizzera hanno origini kosovare e non possono di certo considerare questa come una partita qualunque (

trovate un interessante articolo sulla sfida tra le due squadre nel 2014 e sul cammino del Kosovo per avere la propria nazionale) e più in generale sono circa 300.000 gli svizzeri di origine kosovara, tanto che questa partita è stata ribattezzata il Derby della diaspora. Come se non bastasse c'è anche un derby di sangue tra i fratelli Xhaka, una versione più bianca e mingherlina del derby Boateng, tanto per accendere ancora di più la sfida. Voglio quindi credere che la maggior esperienza e qualità degli svizzeri sarà sì un fattore, ma sovvertibile da valori intangibili quali patriottismo, cuore e riscatto.

 

https://www.youtube.com/watch?v=qBUldwsGnzQ

 



L’Albania di De Biasi è rinomata per le sue partenze a razzo, perché si trova benissimo nel ruolo di outsider. Le differenze con la Svizzera però sono evidenti: l’Albania lascerà giocare per poi ripartire rapidamente, è quello che ha fatto finora. In alcuni momenti può garantire anche una pressione alta molto intensa, ma non può attuarla spesso per non lasciare esposti i due centrali Cana e Mavraj, in difficoltà in campo aperto (anche se lo stato di forma di Ajeti potrebbe spingere Cana a centrocampo). Per De Biasi è anche un test per valutare quanto è cresciuta la sua Nazionale: a inizio del suo percorso (2012/13), perse due volte nelle qualificazioni mondiali contro gli elvetici (2-0 e 1-2). Adesso ha la possibilità di prendersi una storica rivincita: ma il calendario è sfortunato, con un avvio durissimo (dopo c’è la Francia).

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Petkovic era ed è ancora un allenatore camaleontico. Provò ad impostare la sua Lazio col 4-2-3-1, dovette poi arrendersi alle circostanze che lo portarono verso il 4-1-4-1. Allo stesso modo, con la Svizzera ha sperimentato prima il 4-3-1-2, poi il 4-3-3, fino ad arrivare all’attuale 4-2-3-1. Stante il modulo, gli uomini sono poi scelti a seconda delle esigenze tattiche. Per fare un esempio, se Petkovic pensa di dover giocare la partita, è più facile che faccia giocare dei buoni palleggiatori sulla trequarti, uno come Stocker, e una prima punta che sappia dialogare spalle alla porta, come Seferovic. Al contrario, se pensa di essere costretto ad agire di contropiede, solitamente schiera negli stessi ruoli Mehmedi e Derdiyok, che attaccano meglio lo spazio.

 



A Petkovic piace tuttora mischiare le carte, tanto che è difficile catalogare lo stile di gioco della Svizzera. La sua flessibilità come allenatore ben si amalgama con la varietà di caratteristiche dei centrocampisti e dei giocatori offensivi svizzeri che gli consentono varie soluzioni tattico-strategiche. Poter contare su piani di gioco diversi e avere disposizione più giocatori in grado di fare la differenza, almeno nella prima parte del torneo, sono risorse che fanno sicuramente invidia ai colleghi De Biasi e Iordanescu.

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La differenza di qualità rimane alta e De Biasi prova a colmarla con una elevata disciplina tattica e di gruppo. Considerando che le punte dell’Albania segnano poco, una possibile sorpresa potrebbe essere Armando Sadiku, centravanti che nel campionato svizzero ha segnato 12 gol. Quasi mai utilizzato da De Biasi finora, a causa di un infortunio al legamento crociato, potrebbe dare qualcosa in più in area avversaria. Il riferimento di centrocampo è Taulant Xhaka, che però viene da una lesione muscolare: visione di gioco, ritmi e lanci in profondità sono il suo pane quotidiano.

 



Sempre che rientri nei 23, Ergys Kace, già accostato a squadre italiane nella scorsa stagione è un elemento interessante. Un mediano atipico: non particolarmente dotato fisicamente ma tecnico e soprattutto molto rapido, tanto che possiamo dire che è più bravo negli uno contro uno offensivi che in quelli difensivi. Ha una buona visione di gioco e sa resistere al pressing discretamente, oltre a disporre di un ottimo tiro da fuori. Parte da riserva ma può essere la sorpresa.

 

https://www.youtube.com/watch?v=wP-GmNimk6E

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L’infortunio di Timm Klose ha complicato le scelte di Petkovic in difesa. Fabian Schär dovrebbe essere titolare, ma chi lo affiancherà? Nell’ultima amichevole, Petkovic ha schierato la coppia di riserva, i vecchi Senderos e Djourou. Due che potrebbero andare in difficoltà con un attaccante rapido e tecnico come Griezmann. Sarà questo duello la chiave dello scontro diretto.

 



L’undici titolare è di buon livello, da quarti di finale: ma la Svizzera mi sembra ancora forte con i deboli e debole con i forti. Ha perso entrambe le sfide di qualificazione contro l’Inghilterra, viene da tre sconfitte consecutive nelle ultime 3 amichevoli: non il miglior modo per arrivare agli Europei.

 



Mi sembra che la Svizzera abbia perso l’attimo per fare qualcosa di grande, che forse è stato l’Europeo in casa ormai otto anni fa. Già la buona prestazione contro l’Argentina dello scorso Mondiale mi sembra sia stata un po’ frutto del caso e di uno Shaquiri spiritato più che di una reale

. Ora con due anni in più mi sembra un po’ tardi per le aspettative: i giocatori più affidabili non vengono da una buona stagione e tutto il peso è sulle spalle di Xahka e dei terzini Rodriguez e Lichtsteiner, che però anche quest’anno ha corso troppo e troppo a lungo.

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Oltre a sperare che Petkovic conceda qualche minuto a Embolo, sono molto curioso di vedere Florin Andone, che in due anni a Cordoba ha segnato 26 gol. È rapido, tecnico, opportunista… esagero? Dalle clip a me è sembrato un piccolo Suaréz. Spero di non sbagliare.

 



Mi spiace deludere le speranze di Alfredo, ma non credo avrà molte occasioni di vedere Andone. Per Iordanescu è una riserva e oltretutto deve battere, oltre a quella di Keserü, anche la concorrenza di Denis Alibec, ex Inter e Bologna, assoluto protagonista nella seconda fase del campionato rumeno: i suoi 8 gol sono stati determinanti per far vincere il primo titolo della propria storia all’Astra Giurgiu.

 

Voglio solo segnalare la storia di Nico Elvedi, 19enne del Borussia Mönchengladbach, a inizio anno nella squadra riserve e oggi a Euro 2016 dopo aver giocato una sola partita nella Nazionale svizzera, da subentrato contro il Belgio. Può giocare in diversi ruoli tra difesa e centrocampo, in mezzo o sulla fascia: chissà che la sua ascesa in Nazionale non sia rapida come quella nel Borussia.

 

https://www.youtube.com/watch?v=PCjJeB3J1qA

 



Sì, vorrei segnalare Andi Lila, che molti ricorderanno per aver giocato nel Parma di Taci-Manenti. La definizione di jolly mi sembra davvero riduttiva: gli manca di giocare ala sinistra e portiere per poter dire di aver ricoperto

. È una sorta di giocatore guida della sua Nazionale, nel senso che rappresenta un compendio delle caratteristiche della squadra: dinamismo, compattezza, aggressività, senza grandi picchi positivi ma neppure negativi.

 



Kanté appartiene ancora alla categoria

? Il suo percorso calcistico mi fa dire di sì, però d'altra parte è stato il miglior centrocampista della squadra campione d'Inghilterra. Personalmente spero di vederlo in campo il più possibile per capire quanto rispecchia il giocatore senza senso, per quantità e qualità, visto a Leicester o se fuori da quel contesto “magico” abbia dei limiti. Con l’esclusione per infortunio di Diarra questi minuti dovrebbe averli, quindi sta a lui dimostrare se sposta così tanto anche in un contesto diverso. Io ci credo.

 

Poi dico Seferovic perché per qualche assurdo motivo mi segnava sempre a PES con la maglia della Fiorentina.

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Sarà un girone combattuto, uno di quelli in cui le terze potrebbero avere punti sufficienti per essere ripescate. Perciò dico Francia tra le prime 4, Svizzera e Albania a casa dagli ottavi, Romania nella polvere.

 



La Francia perde in finale, la Svizzera si fermerà agli ottavi così come l'Albania, mentre la Romania si chiederà perché ha sprecato due settimane di ferie per essere la peggior squadra dell'Europeo.

 



La Francia sarà sconfitta in semifinale per 7-1 dalla Germania; la Svizzera si fermerà ai quarti. L’Albania miracolosamente agli ottavi, e a De Biasi verrà intitolato lo stadio della Nazionale.

 



Passano Francia e Svizzera: la Francia arriva in finale, la Svizzera viene eliminata agli ottavi. Romania e Albania vanno subito a casa.

 



Per me Albania e Romania faranno un solo punto nello scontro diretto e non supereranno i gironi: ultimamente le squadre che sovvertono i pronostici sono già troppe e, detto tra noi, tutta la retorica che ha accompagnato questa stagione mi ha decisamente stancato. La Francia può arrivare in finale, mentre la Svizzera, salvo sorprese, si fermerà agli ottavi.

 

 

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