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(di)
Emanuele Atturo
Guida ragionevole all'assurdo calciomercato dell'Hellas Verona
03 Feb 2024
03 Feb 2024
Manuale per orientarvi in una delle sessioni più movimentate di sempre.
(di)
Emanuele Atturo
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Si può vendere un'intera squadra nel calciomercato di gennaio? È molto difficile ma l'Hellas Verona è andato vicino a riuscirci, in una delle sessioni più allucinanti che la storia del calciomercato recente. Nell'ultimo mese ha ceduto in totale 14 giocatori (ma il conto è molto difficile, metto le mani avanti), ne ha comprati un numero attualmente non ricostruibile - visto che il DS è ancora in giro nel mercato degli svincolati come una iena. È di queste ore, per esempio, l'interessamento per Kostas Manolas, "The Greek God".

Se il calciomercato di gennaio è in genere il regno dei ritocchini, delle operazioncine, del cambiare poco per non cambiare niente, l’Hellas Verona ha fatto tutto il contrario: ha buttato tutti i giocatori che aveva per fare una squadra da capo. Durante le ultime giornate di campionato è stato complicato capirci qualcosa. Nell’ultima partita l’Hellas è sceso in campo con 4-2-2-2 scuola Red Bull - o quadrato magico di scuola brasiliana, se preferite - col solo scopo di riuscire a mettere undici giocatori di calcio in campo. C’era Folorunsho (mediano) in attacco, l’eterno Darko Lazovic sulla trequarti; una serie di nomi mai sentiti, alcuni interessanti ma che oggi potrebbero non esserci più. Il Verona a gennaio 2024 è questo: vedi con la sua maglia per la prima volta un giocatore mai sentito, te ne innamori, e il giorno dopo quello è già venduto in Serie B belga.

Mister Baroni, gran comandante di quest’armata delle tenebre, è riuscito comunque a portare a casa un pareggio col Frosinone - e forse avrebbe meritato qualcosa in più. Il Verona sembra esaltarsi nell’apocalisse. Certo: non ci si capisce niente. E allora per orientarvi in questo pandemonio di acquisti e cessioni ecco una piccola guida, utile forse anche per Baroni stesso, per capire chi è rimasto e chi è andato via, in questo febbraio, dal campo d'allenamento.

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meme di Pitchforkz.

I sopravvissuti

Per sopravvissuti si intendono i giocatori che sono riusciti a non essere ceduti dall’Hellas Verona, probabilmente nascondendosi sotto il letto mentre Sean Sogliano perquisiva le stanze per rapirli e buttarli sul mercato. Sarà una lista, come potete immaginare, più esigua delle altre.

Lorenzo Montipò

Forse pensare pure a come cambiare il portiere sarebbe stato veramente troppo faticoso.

Darko Lazovic

Gioca nel Verona da quando eravamo ragazzi, probabilmente non se ne andrà mai. La sua carriera è caratterizzata da periodi in cui sembra finito, ad altri in cui torna in auge come uno dei migliori centrocampisti del campionato. Nato come esterno offensivo nella Stella Rossa, all’Hellas ha ricoperto più o meno tutti i ruoli, ritrovandosi quasi numero 10 nell’ultima partita di campionato. È probabile non abbia nemmeno un contratto ma appartenga direttamente al Verona.

Giangiacomo Magnani

Nessuno lo ha mai visto giocare davvero ma ogni tanto compare nelle classifiche dei giocatori che colpiscono più spesso la palla di testa.

Pawel Dawidowicz

Con la faccia di un tennista polacco che bazzica i challenger di tennis, è troppo perfetto per essere il capitano di una squadra apocalittica.

Juan Cabal

Iniziata la stagione ci si chiedeva se avrebbe collezionato più o meno di cinque presenze stagionali, oggi è una furia immarcabile sulla fascia sinistra.

Ondrej Duda

Confuso con Doig, pensavano di averlo venduto ma è ancora lì.

Jackson Tchatchoua

Gioca in così tanti ruoli che è come avere tre giocatori in rosa. Qualche tempo fa ha rischiato la morte schiantandosi con l’auto su un albero. Gioca con una vite nel collo. Nella situazione in cui sta il Verona non può certo privarsi di un essere umano che ha sconfitto la morte.

Suat Serdar

Considerato una promessa a inizio carriera, tra il 2019 e il 2020 ha messo insieme alcune presenze nella Nazionale tedesca. Ci eravamo scordati giocasse nell’Hellas, visto che all’inizio non vedeva il campo. Poi ha iniziato a giocare ma abbiamo continuato a non farci caso perché pensavamo fosse Gunter. Qualcuno vi ha consigliato di acquistarlo al Fantacalcio in estate.

Tomas Suslov

Baricentro basso, dribbling elettrico in spazi stretti, ha l’aria di uno che dentro l’apocalisse ci sguazza, ed è pronto a uscirne con gli scalpi dei terzini avversari e una bella plusvalenza estiva.

Federico Bonazzoli

Cessione sfumata nel mercato di gennaio, visto che avrebbe dovuto tornare alla Salernitana. Dopo il gol a inizio campionato sembrava poter salvare l’Hellas da solo, poi ha finito per giocare poco.

Michael Folorunsho

Alla sua prima stagione da titolare in Serie A, era arrivato come possibile rivelazione del campionato. Ora mi sa che gli toccherà provare a salvare il Verona quasi da solo, contrastando e facendo gioco a tutto campo.

Juan Manuel Cruz

“El Jardinerito” Cruz, figlio del “Jardinero” Cruz, ha rappresentato un’allucinazione così potente in estate che non poteva finire così presto.

Thomas Henry

24 ore fa era già del Gent, oggi è ancora un giocatore dell’Hellas. Cosa è successo nel mezzo - pure una trattativa con la Cremonese - è impossibile da sapere. C’è chi sostiene che potrebbe andare via a febbraio, in qualche calciomercato ancora aperto, alle periferie più spinte d'Europa. Non è mai troppo tardi per pagare o per vendere giocatori.

I ceduti

Giocatori di cui l'Hellas Verona si è liberato nel calciomercato di gennaio.

Milan Djuric

L’Hellas di Mister Baroni si reggeva su un’unica cosa: la prodigiosa capacità di Milan Djuric di vincere ogni duello aereo. Eccovi un meme per spiegarmi meglio.

Era il giocatore della Serie A che ne giocava di più, e il Verona la squadra che lanciava di più lungo. Tutta l’identità tattica del Verona, insomma, ruotava attorno a Milan Djuric. Baroni aveva costruito una squadra disperata di lanci lunghi, seconde palle, pressing, intensità, trasformando i campi di Serie A in quelli di Championship inglese. Così hanno pensato bene di vendere Djuric al Monza.

Martin Hongla

Abbiamo sempre avuto il sospetto fosse forte, per motivi francamente sconosciuti, e non ne abbiamo mai avuto conferma. Forse la formazione spagnola, l’aria da centrocampista iper-contemporaneo, forte fisicamente e pulito tecnicamente. Era tutta una nostra idea forse, visto che nel frattempo è finito al Granada, in una chiusura circolare della carriera ad appena 25 anni.

Filippo Terracciano

In altri tempi magari l’Hellas avrebbe aspettato di goderselo un minimo prima di cederlo. L’impressione è che il Milan se lo sia preso ancor prima di poter scoprire se è forte per davvero.

Ajdin Hrustic

In un anno e mezzo al Verona ha messo insieme 6 presenze: un errore per tutti. Tra tutti i flop che l’Eintracht Francoforte ha rifilato alla Serie A, il più telefonato.

Josh Doig

Abbiamo sognato per lui un futuro da Aaron Hickey, ma sarà il Sassuolo nel caso ad approfittarne.

Bruno Amione

Qualcuno si è divertito a scrivere “difensore scarso” nella casella ruolo della pagina Wikipedia di Bruno Amione detto “El Bufalo”. Giocherà al Santos Laguna.

Isak Hien

Già in estate l’Hellas e l’Atalanta sembravano d’accordo per il suo trasferimento, che poi è stato rimandato al mercato invernale. Giocatore perfetto per oliare il triangolo “gasperiniano” messo in piedi tra Torino, Atalanta e Verona - in cui ci si scambiano braccetti aggressivi ed esterni a tutta fascia con capacità atletiche olimpioniche.

Jordi Mboula

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Foto moda ma senza lavare la macchina.

Cyril Ngonge

Dodici mesi fa Cyril Ngonge è arrivato all’Hellas con l’obiettivo di salvarlo dalla retrocessione. Dopo aver segnato una doppietta nello spareggio salvezza contro lo Spezia si può dire che il suo lavoro fosse concluso. È sembrato leggermente fuori scala per l’Hellas, ma in circostanze meno pazze probabilmente almeno la stagione l’avrebbe conclusa in Veneto. «Domenica farà il gol dell’ex», minaccia l’intermediario di mercato che lo ha portato a Napoli. È la quarta cessione più remunerativa della storia del club, le altre: Marash Kumbulla, Juan Manuel Iturbe e Sofyan Amrabat.

Riccardo Saponara

Già in estate si annusava una stagione difficile per l’Hellas Verona, eppure l’acquisto di Riccardo Saponara prometteva per lo meno classe, romanticismo, magia. Un conto è lottare per non retrocedere con fame e disperazione, un altro conto è farlo con Riccardo Saponara. L’equivalente di andare alla mensa della fabbrica in smoking. Lui veniva dalla migliore stagione della sua carriera con la Fiorentina e, pur in là con l’età, aveva dimostrato disapersi adattare a vari contesti di bassa classifica. Il suo flop è stata forse la storia più malinconica del Verona in questa stagione. Ha giocato poco e quando ha giocato è sembrato lento e imballato; e nemmeno capace di riscattare con la tecnica e l’eleganza questa lentezza. Forse il contesto era davvero troppo difficile per lui.

Davide Faraoni

Cedere Faraoni è stata una cattiveria. Ci intristisce l'idea di vedere divisa una delle coppie di esterni più iconiche della Serie A recenti (Faraoni-Lazovic), l’equivalente sull’esterno della coppia Dainelli-Gamberini al Chievo. Facevano parte del paesaggio del campionato. Faraoni è arrivato al Verona cinque anni fa e ha un’età indefinita. Alla Fiorentina ha servito un assist praticamente appena entrato in campo, a dimostrazione che la classe è eterna.

Yayah Kallon

Continuiamo a fare il tifo per lui, finito in prestito al Bari.

Jayden Braaf

Quale sarà la legacy di Jayden Braaf in Serie A? Chissà.

Koray Gunter

Rientrato dal prestito alla Sampdoria, l’Hellas aveva provato già a cederlo in estate ma lui - pare - avesse rifiutato diverse squadre. Era questione di tempo. «Con noi solo chi ha la bava alla bocca», aveva ammonito Baroni. Gunter non ce l’aveva, questa bava.

I nuovi

Giocatori arrivati a gennaio per provare a salvare l'Hellas Verona.

Tijani Noslin

Dall’inizio alla fine di gennaio si sono registrate 18290 occorrenze della frase “Nuovo Ngonge” accostato all’Hellas. Ngonge come archetipo del colpo pazzo e geniale sfoderato nel mercato di gennaio; il giocatorino offensivo in grado di svoltarti la lotta salvezza. Ngonge però anche come archetipo di attaccantino rapido e tecnico tutto pepe. Possiamo dire che Tijani Noslin, tra i vari “nuovi Ngonge” presi dal Verona è quello che ci si avvicina di più. È forte atleticamente, velocissimo, ha le gambe piazzate. È pronto a fare il panico in una squadra che ha come scopo quello di creare il caos e salvarsi uscendone vincitrice. Già all’esordio col Frosinone è parso piuttosto intraprendente. Come Ngonge ama correre in transizione, defilarsi sulla fascia, andare in uno contro uno. Non ha il suo piede quando deve tirare e infatti in carriera ha sempre segnato pochino. Bisogna accontentarsi.

Dani Silva

Cosplayer di un mediano portoghese dai piedi buoni, è forse il giocatore più Master League del lotto. Mediano, 23 anni, ha qualcosa di diverso dai soliti acquisti del Verona. Non è gigantesco, per esempio. Ha un buon piede destro.

Stefan Mitrovic

Come quasi tutte le altre squadre di Serie A, a un certo punto l’Hellas ha provato a comprare Matija Popovic. Una volta sfumato (il giocatore ha firmato per il Monza), forse ha deciso di comprare il giocatore prendibile che gli poteva somigliare di più, ovvero questa aletta serba che gioca a sinistra e rientra verso il centro del campo. Suslov da una parte, Mitrovic dall’altra: questo Hellas può far sognare.

Elaiys Tavsan

Passiamo dall’altro lato, con un’ala destra mancina che gioca a piede invertito. 22 anni, vanta uno stranissimo score quest’anno con il NEC: due gol in poco più di 300 minuti giocati. Prova 4,5 dribbling a partita, ma gliene riesce appena uno. Non il giocatore più preciso al mondo, diciamo. Comunque è uno di quelli che si dà da fare: punta sempre l’uomo, prova a tirare spesso. Ha una visione del calcio egoistica e sostanzialmente tossica, ma potrebbe non essere un male date le circostanze.

Reda Belahyane

Questa francamente sembra una pescata a caso, e quindi potenzialmente geniale. Belahyane viene dal vivaio del Nizza, ha 5 presenze con l’Under 18 francese: quanto può essere male? Ha solo 5 presenze tra i professionisti. Poche a 19 anni. Gioca mediano difensivo e il campione è così piccolo che è difficile farsi un’idea sulle sue potenzialità. Ha giocato titolare in Coppa di Francia contro l’Auxerre ed è sembrato un centrocampista ordinato e dai fondamentali tecnici puliti. Gioca a pochi tocchi e non ha paura a farsi dare palla sotto pressione.

Qui lo vediamo in amichevole contro la Roma.

Qui lo potete vedere impegnato in un pregevole battibecco con Luka Jovic dopo un'entrata frizzante.

Karol Swiderski

Dopo Brenner e Castellanos, è il terzo attaccante ad arrivare in Serie A dopo aver avuto un rendimento interessante in MLS. Alto, allampanato, mancino, non è il classico centravanti grosso e grezzo del centro/est europa. Swiderski ha una buonissima tecnica, gioca per i compagni, ha una discreta mobilità. L’uso esclusivo del piede sinistro ne limita le possibilità, soprattutto in campionati in cui avrà meno tempi di gioco rispetto alla MLS. Vanta un buonissimo record con la Nazionale polacca, 10 gol in 28 presenze.

Fabien Centonze

È un tipo di acquisto leggermente differente dagli altri, se non altro perché ha 28 anni ed è un nome un po’ più conosciuto, soprattutto a chi segue il calcio francese. Centonze sembrava al prime della sua carriera, lo scorso anno al Nantes. Un giocatore da Europa League. Poi ha iniziato a litigare col suo allenatore, Aristouy, e a non giocare più. In estate sembrava fatto il suo passaggio al Rennes, poi saltato per ragioni ancora oggi misteriose. A settembre ha rifiutato una stretta di mano con l’allenatore e gli ha detto: «Io ho quattro anni di contratto, tu invece non si sa se tra quattro settimane sarai ancora qua». Aveva più o meno ragione, visto che 8 settimane dopo Aristouy è stato esonerato. Lui però ha ricevuto una multa ed è stato messo fuori rosa (ha vinto, ma a quale costo?). È un terzino destro che spinge parecchio, molto forte fisicamente, alto e veloce. Un ottimo colpo, se avrà voglia di giocare.

Ruben Vinagre

Nel 2018 vince l’Europeo Under 19 con una generazione di portoghesi che sembra in grado di stravolgere il calcio mondiale. Vinagre mette a ferro e fuoco la fascia sinistra di quel Portogallo. Gioca ovviamente nel Wolverhampton e il suo futuro sembra lastricato d’oro. Cinque anni dopo la sua carriera sembra un incidente: Olympiakos, Everton, Hull City, alcuni dei club più tribolati al mondo, a cui si aggiunge ora il Verona. Chi ricorda quell’estate, però, in cui ci siamo innamorati di Jota e Trincao, non avrà ancora smesso di credere in lui.

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