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Emanuele Atturo

Giovinco è il giocatore più forte del mondo, in America

Abbiamo riguardato le azioni più assurde di Giovinco in MLS chiedendoci se le avrebbe fatte…

Da tre anni a questa parte Sebastian Giovinco cammina sulle acque.

 

In MLS la sua tecnica, la sua velocità e il suo complessivo talento sono talmente superiori al contesto circostante che quando Giovinco fa una delle sue giocate il mondo sembra sul punto di collassare ed esplodere invaso da una luce troppo forte. Nel calcio per come siamo abituati a conoscerlo, il caso di Giovinco è quasi unico. Un giocatore dal talento evidente e originale, ma con alcuni limiti fisici insuperabili, si è trasferito negli Stati Uniti appena prima di finire nel tritacarne competitivo del nostro campionato.

 

Ancora nel pieno della sua età, l’impatto del talento di Giovinco sulla MLS è stato quello di un cataclisma: c’è una MLS pre-Giovinco e una MLS post-Giovinco. Alla fine della sua prima stagione Giovinco ha vinto tutti i premi individuali possibili: classifica gol e assist, gol dell’anno, miglior debuttante della lega e, ovviamente, miglior giocatore della lega. E quest’anno le cose non accennano a poter cambiare.

 

Ogni settimana scendono nelle nostre timeline video di Giovinco che sembra Maradona. La sua vita si è trasformata in un interminabile sequenza di dribbling tra uomini inermi. La reazione a questi video è la stessa da tre anni e passa da da uno spettro di sorpresa ed eccitazione generica – che il più delle volte consiste nel capire che cazzo ha fatto Giovinco – e arriva alla demolizione del valore di quella giocata, perché eseguita in un contesto troppo poco competitivo. È un cortocircuito più complicato di così però, perché è molto difficile capire quanto il livello di competizione ha inciso – ed eventualmente in che modo – nel generare una giocata che comunque esiste, autosufficiente nella sua straordinarietà.

 

In questo pezzo farò una cosa molto semplice: proverò a valutare il grado di realtà delle giocate di Giovinco. Ovvero la loro replicabilità in contesti di livello più alto, provando quindi a capire in che misura il basso livello della MLS gli renda la vita facile.

 

 

Tunnel su grandi distanze vs San Josè Earthquakes

Difficoltà: 7.8

Bellezza: 6.8

Replicabilità: 2.4

 

Cominciamo da un grado di realtà molto basso. Questa è la classica giocata di Giovinco che fa inflazionare le altre, perché Giovinco sembra eseguirla in mezzo a gente semplicemente ubriaca. Come fa il tipo che subisce il tunnel ad essere così lento e impacciato?

 

Per quanto Giovinco è veloce, come è possibile che nessuno riesca a riprendergli il pallone dopo che se lo è allungato?!

 

Forse Giovinco è consapevole di giocare in mezzo a persone che non sono in pieno controllo delle proprie facoltà motorie, e quindi si azzarda a provare anche cose così difficili. Svenire davanti alle finte di Giovinco è una pratica abbastanza comune in MLS a quanto pare.

 

 

Primo controllo di tacco e gol di sinistro a incrociare vs Philadelphia Union

Difficoltà: 6.5

Bellezza: 7.5

Replicabilità: 7

 

Alcune giocate di Giovinco esprimono solamente la sua straordinaria pulizia tecnica. Qui il posizionamento della difesa è ridicolo, soprattutto considerando che siamo appena al minuto 18. Però non è neanche una situazione così assurda. Tutto lo spazio che gli viene concesso, Giovinco lo sfrutta con grande eleganza. Va detto.

 

 

Protezione della palla e tunnel di tacco vs New York City

Difficoltà: 7.4

Bellezza: 7.2

Replicabilità: 5.1

 

Quanta libertà ha Giovinco nel Toronto? Ha una libertà livello non passare la palla a nessuno, proteggerla e provare un tunnel di tacco contro due giocatori. Perché ce l’ha? Perché gli riesce tutto.

 

 

Ultimo passaggio con scavetto di sinistro vs Seattle Sounders

Difficoltà: 8.0

Bellezza: 7.8

Replicabilità: 8.0

 

Giovinco gioca su una scala della realtà più fine e articolata degli altri. Qui lo spazio e il tempo entro cui fa tutto quello che deve fare è minuscolo, e uno spazio così piccolo aumenta l’autenticità della giocata. La conclusione dei suoi compagni vale anche come buona rappresentazione di quanto Giovinco sia migliore della realtà che lo circonda.

 

 

Doppio dribbling con primo controllo impossibile e gol vs Vancouver

Difficoltà: 8.5

Bellezza: 8.9

Replicabilità: 3.8

 

Questa è semplicemente ridicola. Ridicola solo quanto può essere ridicolo stoppare di prima, in controbalzo, un lancio di 70 metri dribblando due difensori per poi segnare senza toccare ulteriormente il pallone. Il telecronista dice “Quello che serviva al Toronto era proprio un po’ di magia”. I difensori però non fanno un buon lavoro: dovevano restare più attaccati a Giovinco, provando a sbilanciarlo prima che la magia cominciasse. Quello che bisogna fare per misurare il grado di realtà in questi casi è chiedersi: “Cosa avrebbero fatto Dainelli e Gamberini?”, e la risposta di sicuro è: “Provare a far cascare Giovinco, fargli reclamare un rigore che nessuno gli concederà”.

 

 

Vari tiri da distanze siderali vs MLS

Difficoltà: 9.9

Bellezza: 9.7

Replicabilità: ?

C’è tutta una serie di giocate di Giovinco che va considerata per capire il livello di sicurezza nei propri mezzi che ha raggiunto in MLS, ma anche per prendere consapevolezza noi della quantità di cose che, aldilà di tutto, Giovinco fa.

 

Tipo prendere questa palla mezza morta e provare il tiro all’incrocio dei pali; pensare tiri ancora prima che si superi il centrocampo.

 

Tipo trasformare una palla in zona cross in una palla zona tiro d’esterno a giro sotto l’incrocio lontano.

 

Oppure fare quella cosa che fa sopra, per cui bisognerebbe appellarsi a qualche emendamento della legge degli highlights per togliere al portiere il diritto di parare.

 

 

Esecuzione “Alla Del Piero” vs New England Revolution

Difficoltà: 7.9

Bellezza: 8.7

Replicabilità: 5.8

 

Questo fa parte della categoria dei gol di Giovinco in cui i commentatori ridono, e poi dicono “hai mai visto una cosa del genere?!”, esprimendo un dato di fatto: Giovinco sta portando gli americani su un territorio di talento che non avevano mai esplorato in vita loro. Però bisogna dire che il portiere qui si fa sorprendere da allocco.

 

Menzione speciale per il numero 11 che dopo il gol protesta con l’arbitro: “Questo qui è troppo forte, non può giocare in MLS”.

 

 

Punizione palo>gol vs Orlando City

Difficoltà: 7.2

Bellezza: 7.7

Replicabilità: 10

 

Un tiro fortissimo sul palo interno è uguale a tutte le latitudini.

 

Non è l’unico di Giovinco da calcio di punizione, e neanche il più difficile.

 

 

Poker di dribbling e gol vs New York Red Bull

Bellezza: 7.0

Bellezza: 7.5

Replicabilità: 1.2

 

Quando segna Giovinco esulta mimando il gesto di andare in moto. È un’esultanza appropriata, perché è esattamente quello che fa quando parte in velocità solitaria contro le difese: saltare tutti andando a duecento all’ora, booster modificato in un mondo di scarabei bianchi. In quest’azione ci stanno troppe cose che fanno calare il livello di realtà drammaticamente: il primo avversario, trenta chili più pesante di Giovinco, che cade come sparato; la straordinaria rassegnazione con cui lo vanno a chiudere al limite gli altri due difensori.

 

 

Giravolta e assist vs Los Angeles Galaxy

Difficoltà della giocata: 7.3

Bellezza della giocata: 7.1

Grado di autenticità: 6.2

 

Qui esegue una specie di “cruijff turn” al volo, fuori equilibrio. In realtà Giovinco voleva dribblare con un unico movimento, ma quando la tocca con l’interno la palla gli rimane sotto, ed è quindi costretto a fare un movimento in più, scoprendo la palla. E a quel punto effettivamente non si capisce perché il difensore non vada in contrasto.

 

È però altrettanto vero che Giovinco va così veloce che non è facilmente leggibile: anche quando le giocate non gli riescono è comunque troppo più veloce, di gambe e di pensiero, di tutti gli altri.

 

Forse è merito della dieta mediterranea.

 

 

Sinistro da fuori vs Portland Timbers

Difficoltà della giocata 7.2

Bellezza della giocata 7.7

Grado di autenticità: 8.5

 

Nei tiri da fuori l’influenza del contesto è misurabile facilmente: basta guardare il portiere. Giovinco calcia il pallone incredibilmente bene, di destro e di sinistro, e questa palla a uscire non è parabile.

 

 

Mina d’esterno all’angolo vs New England Revolution

Difficoltà della giocata: 6.6

Bellezza della giocata: 8.1

Grado di autenticità: 9.5

 

Guardate la gif dall’inizio e contate quanti gradi di separazione calcistica dividono quella specie di gatto morto tirato da Bradley e la gloriosa mina d’esterno di Giovinco, che senza la porta e altri ostacoli avrebbe ruotato attorno al pianeta per tornare sui suoi piedi. Dove avrebbe fatto un’altra magia.

 

Qui è innegabile che il tiro sia imparabile, che è una situazione di mischia, che tutta la bellezza del gesto deriva dal talento puro di Giovinco nel toccare un pallone come preferisce.

 

 

Pallonetto dal fondo vs Dallas

Difficoltà della giocata: 6.8

Bellezza della giocata: 8.4

Replicabilità: 0.6

 

Non c’è niente in questo gol che non gridi “facilità”. Giovinco lascia rimbalzare il pallone aspettando che il difensore vada semplicemente fuori tempo. E quello ci va come se dovesse obbedire a delle forze superiori. Poi il portiere non esce e si fa uccellare da uno scavetto da un metro.

 

Molto male MLS, molto male.

 

 

Veronica-tacco-doppio tunnel vs New England Revolution

Difficoltà della giocata: 9.3

Bellezza della giocata: 9.0

Replicabilità: 7.0

 

Questa è la giocata più famosa di Giovinco, la nostra risposta mentale alla domanda “Come sta Giovinco a Toronto?”. In questo caso è praticamente impossibile capire quanto il contesto ha influito sulla possibilità della giocata. Dovremmo essere Giovinco per capire l’intensità con cui i difensori lo hanno contrastato. Ma perché invece non possiamo arrenderci e goderci l’originalità di un giocatore che pensa ed esegue le giocate a una velocità che gli altri non riescono neanche a immaginare? Quante volte ci capita di vedere una giocata che dobbiamo riguardare tre o quattro volte per capire semplicemente come ha fatto?

 

 

Post Scriptum. La questione Giovinco ne solleva una più ampia e universale, ovvero: riusciremo mai a goderci le cose belle per quello che sono?

 

Quest’anno Giovinco sta continuando a fare il fuoco su ogni campo della MLS. È quasi impossibile che non risulti decisivo in ogni partita che gioca, il che assume spesso dei risvolti grotteschi – qui un suo assist da rimessa laterale. Con ancora due partite da giocare, Giovinco ha praticamente eguagliato l’incredibile score dello scorso anno: 21 gol e 14 assist, una produzione di 35 gol complessivi. Per scrivere questo pezzo ho guardato tantissime azioni di Giovinco, e alla fine si può anche andare vicini alla convinzione che sia il giocatore più forte del pianeta.

 

Ma il nostro scetticismo nei confronti di quello che sta facendo negli Stati Uniti è totale, e arriva fino al ct della Nazionale che lo ha liquidato così: «Gioca in un campionato dove i gol contano poco, la qualità della MLS è relativa». Il trattamento dell’opinione pubblica nei confronti di Giovinco è simile a quello che succede su più grande scala nei confronti dei vari talenti sportivi. Siamo così assuefatti ai video e alla gif di grandi giocate, che quando le guardiamo passare su internet i nostri commenti sono per lo più scettici.

 

Come se rimanere indifferenti di fronte alle cose belle ci faccia sembrare in qualche modo più competenti.

 

A cosa ci riferiamo quando parliamo di talento tecnico?

Non ci riferiamo forse alla capacità di colpire bene un pallone, di sottometterlo completamente alla volontà umana?

E allora guardando queste giocate, siamo ancora sicuri che il talento di Giovinco sia discutibile solo perché si esprime in un campionato meno competitivo?

 

Forse dovremmo essere capaci di separare, in qualche modo, la qualità e la profondità di un talento dalla sua capacità di esprimersi in ogni situazione competitiva.

 

La realtà è che è quasi sempre impossibile stabilire in quale misura il contesto aiuti la realizzazione di una grande giocata, e uno scarso livello competitivo non può sminuire in ogni caso l’originalità del talento di Giovinco. Ma la verità, soprattutto, è che la cosa ha poca importanza, e dovremmo essere grati a Giovinco di aver scelto un campionato dove il suo talento può creare cose belle praticamente ogni partita.

 

Per cui, grazie, Seba.

 

 

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Emanuele Atturo è nato a Roma (1988) dove vive e lavora. Laureato in Semiotica, si interessa di cultura pop e sottoculture. È caporedattore de l'Ultimo Uomo e scrive in giro.