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Alfredo Giacobbe
Chi para meglio in Serie A?
10 feb 2017
10 feb 2017
Con l'aiuto delle statistiche abbiamo cercato di capire chi sono i portieri migliori del campionato.
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Alfredo Giacobbe
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Ci sono più ragioni per cui valutare la performance tra i pali di un portiere è un compito complicato. Gli interventi dei portieri nell’arco dei 90 minuti sono rari se confrontati con quelli effettuati da un giocatore di movimento; nelle partite in cui c’è un grosso squilibrio nei rapporti di forza tra le squadre, il portiere della squadra favorita può restare praticamente inoperoso. Ma anche in presenza di un numero consistente di interventi, è difficile valutare il coefficiente di difficoltà di una parata in maniera analitica.

 

I criteri di classificazione in uso variano di nazione in nazione. In

, il “Guanto d’Oro” è assegnato al portiere che conclude, nell’arco di un intero campionato, il maggior numero di partite mantenendo inviolata la propria rete (conseguendo il cosiddetto “clean sheets”).

 

In

, invece, il Trofeo Zamora (dedicato al portiere che difese i pali della nazionale delle Furie Rosse negli anni Venti) lo vince l’estremo difensore che mantiene la miglior media di gol subiti nelle partite disputate.

 

 



 

Con le statistiche, di solito, i portieri vengono messi a confronto gli uni agli altri attraverso la percentuale di parate (SV%): il rapporto tra numero di reti subite con il numero di tiri che hanno centrato lo specchio che, per differenza, genera la percentuale di tiri salvati dal portiere.

 



 

Secondo questo approccio Szczesny, Skorupski e Handanovic sono attualmente i migliori portieri del campionato.

 

La performance di Skorupski è notevole e merita un supplemento d’indagine. Tra i tre citati è stato il più impegnato (12 conclusioni più del collega romanista, 9 in più rispetto a quello interista) e si può immaginare che, per il campionato disputato finora dall’Empoli, le sollecitazioni a cui è stato sottoposto sono di un livello di difficoltà maggiore rispetto agli altri due. In questo senso la distribuzione dei tiri è un buon “proxy”, una cartina di tornasole, delle prestazioni di Skorupski: il 70% delle conclusioni finite in rete o ribattute dal portiere polacco sono partite dall’interno dell’area di rigore; al contrario Szczesny è stato chiamato in causa da distanza ravvicinata nel 64% dei casi, Handanovic il 61% delle volte.

 

Sorprendono in negativo, invece, le posizioni di Reina e Buffon, entrambi nella seconda metà della classifica, specie se si considera il basso livello di impiego dei due: Juventus e Napoli sono le due squadre che hanno concesso meno tiri totali agli avversari finora in campionato, e le conclusioni che hanno raggiunto lo specchio della porta quando a difendere i loro pali c’erano i due titolari sono rispettivamente 47 e 72.

 

È possibile che le loro capacità di “shot stopping” si siano deteriorate?

 

Prima di rispondere a questa domanda, va fatta una considerazione rispetto alla metrica utilizzata. Anzitutto va tenuto conto per una metrica di questo tipo ogni conclusione che impegna il portiere “pesa” allo stesso modo. Immaginiamo una squadra chiusa a protezione della propria area di rigore, che concede solo tiri dalla distanza, o la cui difesa mette pressione agli attaccanti avversari sporcando o influenzando - anche solo mettendo fretta - la conclusione: il portiere di una squadra del genere sarà valutato su interventi più semplici da effettuare rispetto a un portiere che debba difendere i pali di una squadra sbilanciata in avanti e scoperta nelle transizioni, per fare un esempio, o la cui difesa lascia agli avversari spazio e tempo sufficienti per prendere la mira ed eseguire il gesto tecnico richiesta in maniera pulita.

 

Secondo poi, una metrica del genere diventa quasi inutile se si tratta di valutare la singola prestazione, ed è sicuramente inutile nelle partite in cui il portiere non subisce reti, dato che il numeratore del rapporto da cui si calcola la percentuale è 0 la valutazione non cambierà se il numero totale di tiri affrontati - 1 o 10 - la partita del portiere sarà valutata sempre allo stesso modo.

 

 



 

Gli Expected Goals sono stati concepiti per assegnare un peso specifico a ciascuna conclusione scagliata verso la porta: fatta la tara, quindi, dei soli tiri che centrano lo specchio, è possibile valutare l’operato di un portiere facendo la differenza tra il numero di gol subiti e quello delle reti “attese”. Tra i gol realmente incassati, cioè, e quelli che avrebbe dovuto subire secondo la statistica.

 



 

La prima cosa che salta all’occhio è che tutti i portieri subiscono più gol di quelli attesi. Questo ci spinge a evidenziare prima di tutto uno dei limiti degli xG, che pur pesando il valore di un’occasione non tiene conto - non può tenerne conto, per come sono raccolte le statistiche oggi - di una serie di cose: a cominciare dalla posizione di tutti quei giocatori che non sono il tiratore, compreso tra questi il portiere. Non tiene conto della densità dell’area o del palo su cui viene indirizzato il tiro (e per un portiere entrambe le cose fanno grande differenza).

 

Allo stesso modo gli xG partono dal presupposto che più ci si allontana dalla porta meno diventa conveniente tirare (tirare fuori area, statisticamente, è poco conveniente) assegnando quindi un valore basso a tutti i tiri da fuori: se nel caso del tiratore un valore basso dell’xG la difficoltà dell’esecuzione tecnica; in quello dei portieri non tiene conto del fatto che alcuni tiri da fuori sono altrettanto imparabili che quelli da dentro l’area piccola.

 

Guardando la classifica nel dettaglio, però, si nota ancora la consistenza della prestazione di Skorupski nelle 21 partite fin qui disputate: lo scarto tra reti subite e le reti attese è il minore del campionato. Secondo la statistica, il portiere dell’Empoli avrebbe dovuto essere subire una media di 17,3 reti contro le 23 realmente incassate (rigori esclusi).

 

Per la difficoltà media degli interventi effettuati Skorupski è dietro solo al “friulano” Karnezis e al “pescarese” Bizzarri: ogni tiro subito da Skorupski pesa in media per 0,17 xG. Szczesny e Handanovic si posizionano più in basso nella nuova metrica perché subiscono più reti delle attese (rispettivamente 8,7 e 9,8 in più), anche a fronte di una minore difficoltà media (fissata a 0,12 xG per tiro per entrambi).

 

Gli Expected Goals risolvono le perplessità legate a Reina e Buffon solo in parte, e ci costringe a un livello di dettaglio superiore rispetto a quello - con tutti i limiti descritti sopra - degli xG. Reina risulta penalizzato dai tiri dalla distanza, conclusioni relativamente di bassa pericolosità: chiamato in causa 22 volte, lo spagnolo subisce gol con un tiro da fuori nel 19% dei casi e condivide l’ultimo posto in questa categoria con il “pescarese” Bizzarri.

 

Quel che è più preoccupante è che conteggiando le sole “conclusioni pericolose”, quelle con un valore xG tre volte superiore alla media, Reina ha salvato la propria porta solo 2 volte su 15 (13,3%).

 

Buffon ha risalito la china nella seconda classificazione proposta, grazie alle 7,3 reti di scarto tra la realtà e la statistica. Se da un lato il portiere della Nazionale è battuto dalla distanza troppo spesso (nel 16% dei casi), sulle “conclusioni pericolose” Buffon ha un invidiabile record di 4 parate su 7 (57%) che lo rende attualmente il migliore della A (davanti proprio a Skorupski). Il sospetto di fondo, però, è che il campione di tiri che la difesa della Juventus ha concesso agli avversari sia troppo esiguo per essere rilevante nella valutazione dell’operato del portiere.

 





 

Una terza strada statistica dovrebbe tenere conto del numero di interventi ai quali il portiere è chiamato a confrontarsi. Allora possiamo provare a calcolare una percentuale di “parate attese” (xSV%): utilizzando la differenza tra reti reali e reti attese al numeratore, con la percentuale di parate (sui tiri subiti) nel denominatore.

 



 

Così facendo, è ancora più evidente il dominio di Skorupski sui suoi colleghi, seguito dal torinista Hart e dal romanista Szczesny, mentre Buffon e Reina tornano ad attestarsi nella parte bassa della classifica.

 

Alla fine della scorsa stagione, Buffon chiuse con 7,8 reti incassate sopra le attese, con percentuali migliori rispetto alle attuali sia per i gol subiti dalla lunga distanza (14% contro 16%), sia per i gol subiti da occasioni pericolose (addirittura solo il 17% contro l’attuale 43%, complice il sontuoso girone di ritorno disputato lo scorso anno dalla Juventus).

Guardando ai dati dello scorso anno, Reina conferma la debolezza sui tiri da fuori (un gol subito nel 16% dei casi), sia la scarsa affidabilità nello stoppare le conclusioni pericolose (un gol subito nel 80% delle situazioni).

 

La speranza dei tifosi è che le medie dei loro portieri migliorino col prosieguo della stagione, anche se i trend attuali sembrano ormai già consolidati. La nostra è che un giorno ci siano dati ancora più significativi per valutare le prestazioni dei portieri nel loro complesso (qui ci siamo concentrati solo sulle parate, non tenendo conto delle uscite o del gioco con i piedi, ad esempio), ma anche con quelli a disposizione è possibile ragionare e avere (un po’ più) chiarezza interpretativa.

 

 

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