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Alfredo Giacobbe
Bloccare Jorginho
30 Apr 2016
30 Apr 2016
Gli avversari del Napoli di Sarri stanno provando a bloccare il gioco alla fonte. Con quali risultati?
(di)
Alfredo Giacobbe
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Se una squadra basa il proprio gioco su meccanismi precisi preparati in allenamento, e le squadre avversarie scendono in campo con lo scopo di ostacolare proprio quei meccanismi, un allenatore si trova di fronte a un dilemma cruciale: o trova una soluzione, o sarà costretto a snaturare il proprio gioco.

 

È quello che è successo a Sarri, che nelle ultime partite ha visto gli avversari del Napoli bloccare il suo playmaker, Jorginho. Come in un orologio svizzero, Jorginho è l’ingranaggio principale che mette in moto il meccanismo del gioco partenopeo e nelle ultime 5 partite la media punti del Napoli è scesa da 2.23 a 1.2 anche per questo.

 

L’Udinese è riuscita per prima a porre un ostacolo efficace al playmaking del Napoli. Lo ha fatto con un sistema di marcature a uomo a centrocampo: la seconda punta Thereau seguiva Jorginho e gli impediva di ricevere il pallone. Anche Hamsik e Allan erano seguiti a uomo, rispettivamente da Badu e da Bruno Fernandes; alle loro spalle, il terzo uomo del centrocampo friulano, Kuzmanovic, era pronto a intervenire in seconda battuta.

 



 

La mancanza di uno sviluppo dell’azione per vie centrali ha prodotto due effetti: in primo luogo, ha costretto i terzini del Napoli a restare bassi in appoggio ai difensori centrali, ristabilendo la parità numerica tra gli esterni a tutta fascia dell’Udinese e le ali del tridente del Napoli; poi gli azzurri sono stati costretti in zone del campo dove per loro era più difficile portare un pericolo all’area di rigore avversaria.

 

Anche la Roma ha provato una contromisura simile per limitare l’azione di Jorginho: In fase di non possesso, i giallorossi si sistemavano con un 4-4-2 dove, centralmente, uno tra Nainggolan e Perotti schermava Jorginho. Il Napoli stavolta non era impreparato e ha portato in campo soluzioni di gioco alternative.

 



 

Albiol e Koulibaly hanno assorbito la maggior parte dei compiti d’impostazione di Jorginho. Più spesso delle precedenti partite, i due centrali hanno alzato la palla per cercare il compagno alle spalle del centrocampo avversario. Con Higuain che provava ad abbassare i difensori per creare spazio, due erano i destinatari privilegiati dei lanci di Albiol e Koulibaly: il terzino, molto alto sulla linea degli attaccanti; l’ala sullo stesso lato del terzino, che faceva movimento incontro stringendo verso il centro. Il Napoli quindi portava una minaccia doppia, in ampiezza e in mezzo al campo, difficile da interpretare per gli avversari.

 



 

La seconda soluzione studiata da Sarri è stata quella di portare Jorginho a giocare palla in altre zone di campo. Se uno tra Hamsik e Allan si abbassavano per offrire una sponda ai difensori centrali, il playmaker brasiliano scattava per occupare la posizione in alto sul campo, lasciata libera dalla mezzala. I tre centrocampisti del Napoli hanno ruotato spesso le loro posizioni per non dare punti di riferimento ed eludere le marcature a uomo degli avversari.

 

 

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