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Redazione

Altri 15 acquisti assurdi che potrebbe fare il Benevento

Consigli al DS più creativo d'Italia.

Il Benevento non era stato neanche ufficialmente promosso in Serie A quando è arrivata la prima bomba: Loic Remy il prossimo anno giocherà nella squadra di Inzaghi. Ex grande promessa del calcio mondiale, con la fedina penale sporca e un presente un po’ anonimo, Remy è il segno che è tornata la regina del Calciomercato Random, il club che più di tutti riesce a far incontrare mondi all’apparenza inconciliabili. È stato a gennaio di due anni fa che il Benevento ha messo su una delle campagne acquisti più memorabili della storia recente della Serie A, una cornucopia di giocatori sconosciuti, ex promesse, vecchi lupi di mare che ha stabilito uno standard di gusto per come una neopromossa dovrebbe fare un calciomercato eccitante. Ora però pare ci stia riprovando perché oltre a Remy ha già quasi comprato Kamil Glik, difensore di culto a cui ai tempi del Torino dedicarono un pezzo rap, e sembra vicino a nomi ovviamente inverosimili come Juan Manuel Iturbe e André Schurrle.

 

Siamo solo a fine giugno e visto che il mercato è lungo, e ufficialmente si apre solo il primo settembre, ci siamo permessi di stilare un listone per gli acquisti per il Benevento che vorremmo vedere in Serie A. Tutti nomi che, per un motivo o per un altro, starebbero benissimo con la maglia delle “Streghe”.

 

Hulk

 

Forse il Benevento è l’unica a squadra al mondo dove, alla notizia di un possibile approdo di Hulk, si potrebbe avere il dubbio tra il calciatore e il personaggio della Marvel. Immaginatevi la scena: «Il Benevento ha preso Hulk»,«Ma… il giocatore oppure… »,«No, no, il giocatore»,«Aaaaaah, ok». 

 

In ogni caso, Hulk sarebbe comunque un grande colpo per il Benevento. Stiamo vedendo come in Serie A gli esterni in grado di saltare l’uomo e tirare in porta riescano a fare la differenza nonostante l’età, o per via del talento superiore (Ribery) oppure perché semplicemente imprendibili (Gervinho). Hulk è stato uno dei pionieri del calcio in Cina, dove gioca da quattro stagioni. Capire quanto ancora possa dare in un calcio più competitivo, quindi, è difficile. Nei video qui in cima, Hulk sembra davvero rendere merito al suo soprannome, mentre trascina avversari per il campo o tira bombe violentissime. Con il fisico che si porta dietro è anche difficile capirne lo stato di forma, Hulk è gigante, sembra un frigorifero che corre per il campo. In ogni caso nel 4-3-3 di Inzaghi sarebbe perfetto per far risalire il campo ad una squadra dal baricentro basso. Noi ci crediamo, Vigorito vedi che puoi fare.

 

Luiz Adriano

Ogni acquisto del Benevento che si rispetti inizia sempre dalla domanda “Ma te lo ricordi *nome del giocatore*?” e nessuno più di Luiz Adriano starebbe bene dentro questa domanda. Come tutti gli acquisti della proprietà cinese del Milan, anche Luiz Adriano, dopo ben 130 gol con la maglia dello Shakhtar Donetsk, doveva arrivare per spaccare il mondo e invece è stato lui a rimanere schiacciato dalla realtà. Al Milan l’attaccante brasiliano ha realizzato appena 6 gol in 36 partite lasciando sempre l’impressione di essere inadeguato. Ma chi negli ultimi dieci anni non si è sentito inadeguato al Milan? Oggi Luiz Adriano gioca al Palmeiras ma continua a farsi foto in pelliccia dietro automobili di lusso dagli interne di pelle rossa come se fosse ancora allo Spartak Mosca, la squadra che lo aveva salvato dall’inferno dei navigli. Sembra insomma prontissimo per lavare via il retrogusto amaro di aspettative deluse che il suo addio ha lasciato in Italia e che solo la magia del Sannio potrebbe cancellare per sempre. 

 

Nacho Monreal

 

I mondi di Nacho Monreal e del Benevento sono molto distanti, e questo basta per rendere il suo acquisto plausibile. Quest’anno, come terzino sinistro, “Le streghe” hanno schierato l’adattato Gaetano Letizia, con Maggio a destra. Secondo Federico Principi, però, Letizia dovrebbe tornare nel suo ruolo, a destra e allora chi meglio di Monreal potrebbe mettersi a sinistra, magari con la prudenza che tanto piace a Inzaghi. Monreal terzino più bloccato con una difesa ibrida a 3 quando Letizia si spinge in fase offensiva. Monreal che dà una mano in costruzione col suo sinistro fatato – va bene, non proprio fatato ma comunque. Non vi dirò che la maglia del Benevento gli starebbe benissimo perché non è vero, ma insomma ci potrebbe stare. Calcolate anche che è soprannominato “Il Fabio Lucioni spagnolo” (anche questo non è vero, ma anche questo soprannome gli starebbe benissimo).

 

Antonio Candreva

L’acquisto di Hakimi da parte dell’Inter dovrebbe interrompere bruscamente la carriera di Candreva sulla fascia destra dei nerazzurri. A 33 anni l’esterno romano potrebbe decidere di cambiare vita, lasciare la fredda Milano per l’accogliente Benevento. In questa stagione il Benevento è la squadra che ha crossato meno da destra in Serie B e insomma chi meglio di Candreva per invertire questo trend. A mio parere addirittura Candreva dovrebbe reinventarsi terzino nel 4-3-3 di Inzaghi e sovrapporsi tutte le volte che riesce nella speranza di ricevere sempre il pallone giusto da mettere in mezzo.

 

Benedikt Howedes

Il destino deve a Howedes una stagione in Serie A. Quando ci ha provato con la Juventus gli è successo di tutto: prima la coscia sinistra, poi quella destra, dopo gli adduttori, poi di nuovo la coscia. Eppure ogni volta che si parlava di lui a Torino erano tutti contenti, il giocatore sembrava essersi ambientato benissimo, era stimato da compagni e allenatori. 

 

Negli ultimi due anni passati alla Lokomotiv Mosca gli infortuni sono notevolmente diminuiti, anche se ogni tanto i muscoli di Howedes fanno ancora le bizze. Detto questo il tedesco non è vecchio (32 anni, il Benevento ha sette giocatori più grandi in rosa) ed è anche duttile, può giocare centrale accanto a Caldirola o il terzino destro, se a sinistra Inzaghi vuole schierare un terzino particolarmente di spinta. Howedes è il tipico difensore calmo e sicuro che sprizza leadership da tutti i pori, il tipo di giocatore che serve alle neopromosse per non andare nel panico quando le cose iniziano a mettersi male. Inoltre sarebbe bello vedere un campione del mondo al Vigorito, potrebbero farci un documentario per Netflix o ispirare una serie TV Rai. Non lo so, magari la mattina si allena e la sera risolve delitti tra le montagne del Sannio. 

 

Carlos Bacca

Come sta il vecchio Carlos Bacca, dal 2017 al Villareal? C’è una buona e una cattiva notizia. Quella buona è che sta bene, dal punto di vista clinico: zero infortuni nell’ultima stagione. Per un attaccante di 34 anni un buon motivo per essere ottimisti. Quella cattiva è che la sua vena realizzativa pare essersi chiusa, visto che in questa stagione si è limitato a segnare 3 gol. Ma gli attaccanti come Bacca, che vivono degli errori delle linee difensive, non invecchiano davvero mai. Non dimenticano come si scatta sul filo del fuorigioco, come si taglia sul primo palo, e come si mette la palla di testa dentro a porta vuota. Che bella idea sarebbe riportarlo in Italia, una così brava persona.

 

Anche per lui un trasferimento al Benevento non sarebbe male, vista la sua passione per la pesca. Certo, non stiamo parlando della zona più pescosa d’Italia, ma i posti in cui Bacca può esercitare il suo hobby non mancano. A venti chilometri da Benevento, sull’Appennino campano, per esempio, c’è il lago Graziella. Oppure, sempre sull’Appennino, il lago di San Giorgio La Molara, dove si possono trovare carpe, persici, pesci gatto, anguille. Ti aspettiamo “Pescador”.

 

Cheick Diabaté (di nuovo)

Non esistono minestre riscaldate in una città i cui piatti tipici sono tutte bombe caloriche. Diabaté a Benevento è stato un eroe, di una squadra condannata, ma comunque eroe validissimo. In 11 partite tra gennaio e giugno del 2018 ha segnato 8 gol, che hanno permesso ai tifosi di togliersi qualche piccola soddisfazione in una stagione sfortunatissima. Con le sue leve lunghe e l’espressione gentile tra il giocatore e Benevento è nato un amore che va oltre le prestazioni sportive. Oggi Diabaté gioca in Iran – nell’Esteghlal, squadra che fu di Stramaccioni – ma è rimasto molto legato alla sua ex squadra, tanto da informarsi stabilmente sui suoi risultati, e ai tifosi. «Il ricordo più bello è senza dubbio quello legato ai tifosi, di come urlavano quando facevamo gol e come era pieno lo stadio» ha detto in una recente intervista.

 

Il primo gol di Diabaté con la maglia del Benevento pochi minuti dopo il suo esordio, l’inizio di una storia bellissima.

 

Col soprannome di “Sceicco”, Diabaté è diventato un giocatore di culto nel nostro campionato, e la sua esperienza a Benevento è sempre sembrata incompleta. Nella prossima stagione con Inzaghi potrebbe finire quello che aveva iniziato, regalare la salvezza alle “Streghe” con i suoi gol, dopotutto un attaccante che fa gol è proprio quello che manca al Benevento. 

 

Guillermo Ochoa

Sono anni che Guillermo Ochoa prova a venire in Italia, nel 2018 al Napoli, nel 2019 al Lecce. E che cos’è il Benevento se non il Lecce del 2020? Difficile trovare una carriera più strana di Guillermo Ochoa, tra i pochi giocatori in grado di giocare mondiali sensazionali per poi comunque non essere acquistato a prezzi folli nel calciomercato successivo. C’è sempre stata una certa diffidenza verso questo portiere, che noi, con una certa perfidia, abbiamo ribattezzato “Il portiere più forte ogni quattro anni”. Forse sono i capelli strani, o quella leggenda assurda per cui avrebbe sei dita. O magari il fatto, più oggettivo, che fuori dal Messico, nelle squadre strane in cui ha militato non ha fatto granché, all’Ajaccio o allo Standard Liegi. Che carriera indecifrabile, che se andasse al Benevento diventerebbe magica.

 

Maxi Moralez

Pensavi che Maxi Moralez si fosse ritirato? E invece no: l’argentino gioca in MLS, più precisamente con i New York City FC. Questo vuol dire che negli ultimi anni ha diviso lo spogliatoio con giocatori del calibro di David Villa e Andrea Pirlo, magari abitando in un loft a Tribeca. Si potrebbe pensare sia la condizione di vita ideale, ma in un’intervista rilasciata durante il lockdown, Maxi Moralez ha detto di voler tornare a Bergamo – dove ha giocato con la maglia dell’Atalanta – per viverci.

 

Ora Benevento non è Bergamo, ma con 8 ore di A1 te la cavi (o ancora meglio può prendere l’aereo da Napoli o il treno). Nell’ultima stagione Moralez ha segnato 7 gol e servito 12 assist e magari ha ancora qualche cartuccia da sparare. Dopotutto era molto bello da vedere col suo fisico davvero minuto (Maxi Moralez è alto 159 centimetri) muoversi in mezzo ai difensori della Serie A. Inoltre poi potremmo finalmente metterlo in una stanza con Federico Buffa e risolvere questa benedetta storia del soprannome “El fraquito”.

 

 

Vedran Corluka

Corluka e la Croazia ci hanno fatto compagnia all’incirca un’estate ogni due – o per gli Europei o per i Mondiali. È quel tipo di difensore carismatico di cui ignori l’esistenza, ma che poi sembra fortissimo quando affronta i migliori attaccanti del mondo con la maglia a scacchi della Croazia. Poi, però, le cose non vanno mai davvero così. Corluka è un difensore lento e grosso, che ormai ha passato anche il prime della sua carriera. Tuttavia a Benevento ai difensori non è richiesto un lavoro particolarmente di fino. Corluka dovrebbe starsene al centro della difesa – impettito e bellissimo – a spazzare tutti i palloni che gli avversari provano a buttare in area di rigore. 

 

I tifosi del Benevento lo paragonerebbero all’imperatore Traiano, a cui in città hanno dedicato un arco celebrativo costruito tra il 114 e il 117 d.C. L’arco è arrivato fino a noi praticamente integro e oggi è l’esempio di arco trionfale con rilievi di epoca romana meglio conservato. Si potrà dire lo stesso di Corluka? Non credo, ma tentar non nuoce.

 

Jackson Martinez

Se devi scommettere, scommetti forte. Jackson Martinez era un fenomeno e ora è una pippa. Dopo aver fatto perdere le sue tracce in Cina, ora gioca nella Portimonense, squadra ad un passo dal retrocedere nella Serie B portoghese. In questa stagione ha segnato 1 gol in 20 presenze e l’allenatore gli preferisce stabilmente Ricardo Vaz Tê, arrivato a gennaio forse proprio perché Martinez non dava garanzie. Insomma scegliere Jackson Martinez oggi sarebbe un’operazione totalmente scaramantica, sulla base per cui “il talento non può sparire”. Purtroppo per l’attaccante colombiano sembra sia andata proprio così, tuttavia queste cose sarebbe interessante vederle da vicino. Se fallisce, amen, ma dovesse riscattarsi a Benevento sarebbe oltre il miracolo. 

 

Christian Zapata

Con Antei, Barba, Caldirola, Volta e Tuia il pacchetto di centrali del Benevento sembra proprio aver bisogno di un innesto d’esperienza internazionale per cercare di sopravvivere in Serie A. Christian Zapata è da un anno che è al Genoa ma con Nicola in panchina sembra ormai uscito definitivamente dall’undici titolare. Prima dell’ultima partita con il Brescia, infatti, il difensore colombiano non giocava una partita addirittura da 14 giornate di campionato, complice anche diversi problemi muscolari. Oggi, insomma, sembrano lontani i tempi in cui Zapata era titolare della Colombia e punto fermo del Milan in declino ma al Benevento, come sappiamo, la magia può sempre riprendere dove aveva finito. Alla fine Zapata è un difensore ancora oggi molto forte sulle palle aeree e a una squadra cholista come quella di Inzaghi potrebbe tornare più che utile. Il Benevento, poi, presumibilmente si difenderà basso e senza palla, e quindi è probabile che i suoi limiti di mobilità vengano coperti dal sistema. Insomma, da fuori sembra un matrimonio che può funzionare, come tutti quelli tra il Benevento e i difensori legnosi di una certa età.

 

Leonel Vangioni

Leonel Vangioni è praticamente un meme nel corpo di un calciatore e se guardate il mercato del Benevento solo dalla prospettiva del LOL questo dovrebbe bastarvi. Ma c’è un altro punto di vista da cui guardare l’eventuale arrivo del terzino argentino alla corte di Pippo Inzaghi. E cioè che se si esclude la sua primissima squadra, i Newell’s Old Boys, Vangioni ha vinto almeno un trofeo in ogni squadra in cui ha giocato: un campionato, una Copa Sudamericana, una Recopa Sudamericana e una Copa Libertadores con il River, una Supercoppa italiana con il Milan, e un campionato e una Champions League americana con il Monterrey. Sappiamo tutti quanto la scaramanzia sia ancora un fattore nel calcio, anche ai massimi livelli dirigenziali, e quindi: Vangioni-Benevento, perché no?

 

Leandro Castan

Se il Benevento è la squadra che dà una seconda occasione ai giocatori che sembrano non poter dare più nulla al calcio, e sicuramente lo è, allora perché non puntare su Leandro Castan? È vero, le sue esperienze in Italia non sono state entusiasmanti, per utilizzare un eufemismo, ma sono due anni che Castan è al Vasco da Gama dove è capitano e titolare fisso (infortuni permettendo). Il difensore brasiliano non sembra a fine carriera e i tifosi lo amano a tal punto che uno di questi, il cantante MC Darlan, gli ha persino dedicato una canzone. Questa:

 

 

Se mettete play e chiudete gli occhi non vedete anche voi Castan battersi il pugno sul cuore sotto le gradinate giallorosse del Ciro Vigorito?

 

Kevin Prince Boateng

Kevin Prince Boateng con la maglia del Benevento che fa le dirette su Instagram con Henry e Aubameyang. Basterebbe questo per volere subito questo matrimonio, dopotutto stiamo parlando di uno dei calciatori con più SWAG in assoluto e una squadra che negli ultimi anni si è costruita un’immagine particolarmente da provinciale. Boateng rinfrescherebbe la percezione di una squadra il cui sponsor è “Rillo Costruzioni” sia in campo che fuori, portando la “piazza di Benevento” nel nuovo millennio. L’ultima esperienza in Italia, alla Fiorentina, non è andata benissimo, ma Boateng sembra pronto ad un ruolo di totem dello spogliatoio, magari giocando solo i finali delle partite, ma spargendo il suo carisma in una squadra inesperta. I giocatori come lui stanno sempre bene nel nostro campionato.

 

 

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